Videogiochi, acquisti in-app e loot box
Molti giochi per ragazzi sono gratuiti da scaricare, ma progettati per farti spendere un po' alla volta. Capire come funzionano PEGI, valute virtuali e loot box ti permette di dire sì ai videogiochi senza brutte sorprese sull'estratto conto.
Prima di questa guida
Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:
In breve
- Il numero PEGI indica l'età minima consigliata; i simboli accanto spiegano perché.
- Le valute virtuali (gemme, monete, punti) servono anche a farti perdere il conto dei soldi veri.
- Le loot box a pagamento sono premi a sorpresa: un meccanismo vicino all'azzardo, da spiegare ai figli.
- Attiva l'approvazione degli acquisti su telefono e console prima di consegnare il gioco.
- La chat nei giochi va regolata come un social: chi può scrivere a tuo figlio, e come segnalare.
Nella guida sul primo smartphone abbiamo visto come preparare il telefono. Qui scendiamo nel dettaglio di uno dei capitoli più delicati: i videogiochi. Non sono il nemico, anzi: possono essere creativi, sociali e anche educativi. Ma molti sono costruiti con un modello economico preciso, e conoscerlo è il primo passo per accompagnare tuo figlio.
Leggere la classificazione PEGI
PEGI (Pan European Game Information) è il sistema europeo che classifica i videogiochi per età. Lo trovi sulla confezione, nella scheda dello store e nei negozi delle console. Le fasce sono cinque: 3, 7, 12, 16 e 18.
- PEGI 3: adatto a tutti; al massimo violenza comica, tipo cartone animato.
- PEGI 7: come il 3, ma con scene o suoni che possono spaventare i più piccoli.
- PEGI 12: violenza un po' più esplicita verso personaggi di fantasia, o non esplicita verso figure umane.
- PEGI 16: violenza o situazioni simili alla vita reale, linguaggio più pesante, riferimenti a droghe o crimini.
- PEGI 18: violenza grave, contenuti per adulti, simulazione di gioco d'azzardo.
Accanto al numero ci sono i descrittori, piccoli simboli che spiegano il motivo della classificazione: violenza, linguaggio scurrile, paura, contenuti sessuali, droghe, discriminazione, gioco d'azzardo. C'è anche l'indicazione acquisti in-game, che segnala la possibilità di spendere soldi veri dentro il gioco, a volte con l'avviso che sono presenti oggetti casuali.
Acquisti in-app e valute virtuali
Un gioco "gratis" (si dice free-to-play) guadagna vendendo cose al suo interno: vestiti per il personaggio (le skin), potenziamenti, livelli extra, abbonamenti stagionali. Quasi sempre non si paga in euro, ma in una valuta virtuale: gemme, monete, punti, diamanti.
Il passaggio intermedio non è casuale. Rende più difficile capire quanto si sta spendendo davvero, e i pacchetti di valuta sono spesso studiati per lasciare un "resto" che invoglia a comprarne altri. Prova a fare questo esercizio con tuo figlio:
- Aprite insieme il negozio del gioco e guardate quanti euro costa il pacchetto più piccolo di valuta.
- Scegliete un oggetto che gli piace e calcolate quanti euro veri costa.
- Confrontatelo con qualcosa di concreto: una pizza, un libro, un biglietto del cinema.
Non serve fare la predica: spesso basta vedere la cifra in euro per cambiare prospettiva.
Loot box: il premio a sorpresa
Le loot box sono scrigni, pacchetti di carte o "estrazioni" che contengono un premio casuale. Paghi senza sapere cosa riceverai: a volte un oggetto raro, più spesso qualcosa di poco valore. Il meccanismo assomiglia molto a una slot machine: la sorpresa, il "quasi vinto", la voglia di riprovare.
Altri meccanismi da conoscere: il pass stagionale (paghi per sbloccare premi entro una scadenza), le offerte a tempo ("solo per 2 ore!") e le ricompense giornaliere che spingono a tornare ogni giorno per non perdere qualcosa. Sono tutte tecniche per creare urgenza e abitudine.
Bloccare o approvare gli acquisti
La regola d'oro: nessuna carta di pagamento collegata all'account di tuo figlio, e ogni acquisto passa da te. Ecco dove intervenire.
- iPhone e iPad: nel gruppo In famiglia attiva Chiedi di acquistare: ogni acquisto, anche gratuito, ti arriva come richiesta da approvare. In più, in Impostazioni › Tempo di utilizzo › Restrizioni contenuti e privacy puoi bloccare del tutto gli acquisti in-app.
- Android: con Google Family Link puoi richiedere la tua approvazione per app e acquisti fatti tramite Google Play. Attenzione: vale solo per i pagamenti che passano da Google Play, non per quelli fatti con altri sistemi.
- PlayStation: dall'app PlayStation Family o dalle impostazioni familiari dell'account puoi fissare un limite di spesa per il PlayStation Store.
- Nintendo Switch: nel gruppo famiglia dell'account Nintendo puoi limitare gli acquisti nel Nintendo eShop per ogni figlio.
- Xbox: con il gruppo famiglia Microsoft e l'app Xbox Family Settings puoi richiedere l'approvazione degli acquisti e gestire il saldo del figlio.
Chat nei giochi e tempo di gioco
Molti giochi online sono anche dei social: hanno chat scritte, chat vocali, richieste di amicizia. È lì che tuo figlio può incontrare sconosciuti, anche adulti che si fingono coetanei. Nelle impostazioni del gioco e della console puoi scegliere chi può comunicare con lui: nessuno, solo gli amici approvati, tutti. Per i più piccoli, la scelta giusta è nessuno o solo amici che conoscete di persona.
Per il tempo, più che un limite rigido funziona un accordo: quanto si gioca nei giorni di scuola e nel weekend, e soprattutto come si chiude. Molte partite online non si possono mettere in pausa, quindi "spegni subito" a metà partita genera solo litigi. Meglio un avviso: "ancora una partita e poi basta".
- Ho letto il numero PEGI e i descrittori del gioco.
- Nessuna carta è collegata all'account di mio figlio.
- L'approvazione degli acquisti è attiva su telefono e console.
- La chat è limitata agli amici approvati.
- Abbiamo concordato orari e un modo per chiudere la partita.
Come parlarne in famiglia
Il modo migliore per capire un gioco è giocarci insieme almeno una volta. Chiedi a tuo figlio di insegnarti: scoprirai cosa gli piace, con chi gioca e dove il gioco spinge a spendere. Alcune domande utili:
Cosa ti piace di più di questo gioco? Con chi giochi? Li conosci anche fuori dal gioco? Ti è mai capitato di voler comprare qualcosa? Cosa? Qualcuno nel gioco ti ha mai chiesto qualcosa di strano?
Se scopri un acquisto non autorizzato, evita di trasformarlo in un dramma: è l'occasione per rivedere insieme le impostazioni. E se tuo figlio ti racconta qualcosa che lo ha messo a disagio nella chat, ringrazialo: vuol dire che si fida di te.
Domande frequenti
Il PEGI è un divieto di legge?
No, è un sistema di classificazione europeo che indica l'età minima consigliata in base ai contenuti. Non valuta la difficoltà del gioco. Alcuni negozi e piattaforme lo usano per bloccare i giochi non adatti quando attivi il controllo parentale, ma la decisione finale resta ai genitori.
Mio figlio ha speso dei soldi senza permesso: posso chiedere un rimborso?
Puoi provarci. Gli store di Apple e Google e i negozi delle console hanno una procedura per segnalare acquisti non autorizzati o fatti per errore: cercala nella pagina di assistenza del negozio e fai la richiesta il prima possibile. Il rimborso non è garantito, quindi la cosa più utile è attivare subito l'approvazione degli acquisti.
Le loot box sono vietate in Italia?
No, in Italia non c'è un divieto specifico. Dal 2026 però i nuovi criteri PEGI tengono conto degli oggetti casuali a pagamento: per i giochi classificati con le nuove regole, la loro presenza porta di norma a un'età minima di 16 anni. Controlla sempre la scheda del gioco.
Parole del glossario:Benessere digitale
Fa parte dei percorsi:🏡 Genitori
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.