Adescamento online: segnali e prevenzione
È il rischio a cui nessun genitore vuole pensare. Ma conoscere come lavora chi adesca i ragazzi online è il modo più efficace per proteggerli: i segnali si possono riconoscere, e un figlio che sa di potersi fidare di te è già molto più al sicuro.
Prima di questa guida
Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:
In breve
- L'adescamento (grooming) è una manipolazione lenta: chi adesca costruisce prima fiducia, poi segretezza, poi richieste.
- Il segnale più importante è il segreto: un "amico" online che chiede di non dire nulla ai genitori.
- Parlane in modo calmo e concreto, senza minacciare di togliere il telefono.
- Se succede: non cancellare nulla, non affrontare l'adescatore, non pagare.
- Rivolgiti alla Polizia Postale; per ascolto e consiglio ci sono il 114 e Telefono Azzurro al 19696.
Questa guida tratta un tema delicato con un obiettivo pratico: darti gli strumenti per riconoscere un rischio e reagire bene. Non serve vedere un pericolo dietro ogni chat. La grande maggioranza delle amicizie online dei ragazzi è innocua. Ma sapere come funziona l'adescamento ti permette di notare i segnali presto, quando è ancora facile intervenire.
Cos'è l'adescamento online
L'adescamento online, in inglese grooming, è il comportamento di un adulto (o di un ragazzo più grande) che contatta un minore su internet e, un passo alla volta, ne conquista la fiducia per ottenere immagini intime, contatti sessuali o un incontro. Può avvenire ovunque si possa chattare: social, app di messaggistica, chat dei videogiochi, piattaforme di streaming.
In Italia è un reato: il codice penale punisce chi adesca un minore di 16 anni con lusinghe, inganni o minacce, anche attraverso internet, allo scopo di commettere reati sessuali. Non serve che ci sia stato un incontro.
Come avviene: le fasi tipiche
Ogni caso è diverso, ma lo schema si ripete spesso. Conoscerlo aiuta a riconoscerlo.
- Il contatto: un profilo che sembra un coetaneo, o un adulto "simpatico" e disponibile, si avvicina partendo da un interesse comune: un gioco, una squadra, un cantante.
- La fiducia: complimenti, attenzioni, regali (anche virtuali, come valuta o oggetti in un gioco). Fa sentire il ragazzo capito e speciale, spesso più dei genitori o degli amici.
- L'isolamento: propone di spostarsi su una chat privata, meno controllata. E introduce il segreto: "questa è una cosa solo nostra".
- Le richieste: domande sempre più personali, poi foto, prima normali e poi intime. A volte una proposta di incontro.
- Il controllo: se il ragazzo esita, arrivano sensi di colpa o minacce, per esempio di diffondere le foto già inviate. Questo ricatto si chiama sextortion.
I segnali da notare nei figli
Nessun segnale da solo è una prova, perché molti cambiamenti fanno parte della normale crescita. Ma se ne noti diversi insieme, vale la pena parlarne.
- Diventa molto riservato sul telefono: lo nasconde, cambia schermata quando ti avvicini, lo usa di notte.
- Cita un nuovo amico online di cui non sa (o non vuole) dire molto.
- Riceve regali, ricariche o valuta nei giochi senza spiegazioni.
- È ansioso, irritabile o spaventato quando arriva una notifica.
- Usa un linguaggio o fa riferimenti sessuali non adatti alla sua età.
- Si chiude, si isola da amici e famiglia, cambia improvvisamente umore.
Come parlarne senza spaventare
L'obiettivo non è terrorizzare tuo figlio, ma dargli un piano e la certezza che può venire da te. Approfitta di occasioni naturali: una notizia, una scena di un film, una nuova app.
Online a volte ci sono adulti che fingono di essere ragazzi. Se qualcuno ti chiede foto, di vedervi o di tenere un segreto, puoi sempre dirmelo. Non ti toglierò il telefono e non sarai nei guai: sarò solo contento che me l'hai detto.
Un errore tipico è parlarne una volta sola, con un lungo discorso. Funziona meglio tornare sull'argomento spesso, con poche frasi, magari chiedendo: "Ti è mai capitato che qualcuno online ti scrivesse in un modo strano?". Ascolta senza interrompere e senza mostrarti spaventato: se reagisci con calma alle piccole cose, tuo figlio verrà da te anche per quelle grandi.
Con i più piccoli bastano regole semplici: non si danno nome, scuola o indirizzo a chi non si conosce, non si mandano foto, e se qualcosa mette a disagio si chiama subito mamma o papà.
Le impostazioni che aiutano
- Profili social privati e con l'età vera, per avere le protezioni pensate per i minori.
- Messaggi diretti limitati alle persone che tuo figlio segue o conosce.
- Chat nei videogiochi limitata agli amici approvati, o disattivata per i più piccoli.
- Posizione disattivata nelle app che non ne hanno bisogno.
- Approvazione delle nuove app, così noti se compare una chat sconosciuta.
- Tuo figlio sa come bloccare e segnalare un profilo in ogni app che usa.
Cosa fare subito se succede
Se scopri o sospetti un adescamento, la prima reazione conta molto. Respira: tuo figlio ha bisogno di sentirsi al sicuro, non giudicato.
- Rassicuralo: non è colpa sua, ha fatto bene a parlarne, ora ci pensi tu.
- Non cancellare nulla: né chat, né profilo, né account. Sono le prove.
- Salva le prove: screenshot delle conversazioni con data e ora, nome utente e link del profilo, nome della piattaforma. Non copiare né inoltrare eventuali immagini intime del minore: segnala solo che esistono.
- Non affrontare l'adescatore e non fingerti tuo figlio. Se c'è un ricatto, non pagare: di solito le richieste continuano.
- Rivolgiti alla Polizia Postale: puoi andare in un ufficio di polizia o usare il portale del Commissariato di P.S. online. Se c'è un pericolo immediato, chiama il 112.
- Dopo aver salvato tutto, blocca e segnala il profilo alla piattaforma.
Per un consiglio o un supporto, anche solo per capire se una situazione è preoccupante, puoi chiamare il 114 Emergenza Infanzia, attivo 24 ore su 24, oppure la linea gratuita di Telefono Azzurro al 19696. Possono chiamare anche i ragazzi stessi: diglielo.
Domande frequenti
L'adescamento online è un reato?
Sì. Il codice penale italiano punisce l'adescamento di minori di 16 anni, cioè il tentativo di conquistarne la fiducia con lusinghe, inganni o minacce, anche via internet, allo scopo di commettere reati sessuali. Il reato esiste anche se non c'è mai stato un incontro di persona.
Mio figlio ha mandato una foto intima: cosa faccio?
Prima di tutto rassicuralo: la colpa è di chi l'ha manipolato, non sua. Non pagare e non rispondere a eventuali ricatti, non inoltrare né copiare l'immagine, e rivolgiti subito alla Polizia Postale, che sa come agire anche per far rimuovere i contenuti.
Posso fingermi mio figlio per smascherare l'adescatore?
Meglio di no. Rischi di mettere in allarme l'adescatore, che potrebbe cancellare tutto e sparire, o di compromettere le indagini. Salva le prove e lascia che sia la Polizia Postale a decidere come procedere.
Parole del glossario:Adescamento online
Fa parte dei percorsi:🏡 Genitori
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.