In breve
- Prima dell'età conta la maturità: il telefono è uno strumento da imparare a usare, insieme.
- Configura il telefono prima di consegnarlo: account per minori, controllo parentale, privacy.
- In Italia gli operatori telefonici devono offrire gratuitamente il controllo parentale sulle SIM intestate a minori.
- La maggior parte dei social richiede almeno 13 anni; per i dati personali in Italia serve il consenso dei genitori sotto i 14.
- Le regole funzionano se sono poche, chiare e valgono anche per gli adulti.
Il primo smartphone è un passaggio importante, un po' come le prime chiavi di casa. Non si tratta di vietare o concedere, ma di accompagnare: nessuno darebbe le chiavi della macchina senza qualche lezione di guida.
Quando è il momento giusto?
Non esiste un'età valida per tutti. Più che guardare la carta d'identità, prova a farti queste domande:
- Mio figlio rispetta già le regole sull'uso di tablet, TV e console?
- Sa chiedere aiuto quando qualcosa lo mette a disagio?
- Capisce che quello che si pubblica online può restare per sempre?
- Ne ha bisogno davvero (spostamenti da solo, attività) o è soprattutto pressione del gruppo?
- Io genitore ho il tempo e la voglia di accompagnarlo nei primi mesi?
Configura il telefono prima di consegnarlo
- Crea un account per minori. Sia iPhone (In famiglia, con Tempo di utilizzo) sia Android (Google Family Link) permettono di collegare l'account del figlio a quello del genitore.
- Attiva l'approvazione delle app. Ogni nuova app scaricata dovrà essere approvata da te. È anche un'ottima occasione per parlarne insieme.
- Imposta i limiti di tempo. Orari di utilizzo, pausa notturna e limiti giornalieri per categorie di app, come social e giochi.
- Filtra i contenuti. Attiva la ricerca sicura sui motori di ricerca, i filtri per i contenuti per adulti e la modalità con restrizioni su YouTube.
- Attiva il controllo parentale della SIM. In Italia, per decisione dell'AGCOM, gli operatori telefonici devono offrire gratuitamente sistemi di controllo parentale sulle SIM intestate o in uso a minori. Chiedi al tuo operatore di verificare che siano attivi.
- Proteggi la privacy. Disattiva la condivisione della posizione nelle app che non ne hanno bisogno e imposta i profili social come privati.
Social e app di messaggistica: le età minime
Le principali piattaforme social, come Instagram, TikTok e Snapchat, richiedono per regolamento almeno 13 anni. In Italia, inoltre, sotto i 14 anni per il trattamento dei dati personali da parte di questi servizi serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Per gli account dei più giovani molte piattaforme applicano impostazioni più protettive: profilo privato di default, limiti ai messaggi da sconosciuti, strumenti di supervisione per i genitori. Attivali insieme, spiegando il perché di ogni scelta.
Le regole di famiglia
Poche regole chiare, decise insieme, funzionano meglio di un lungo elenco di divieti. Scrivetele e appendetele in cucina. Qualche esempio:
- Di notte il telefono dorme fuori dalla camera, in carica in un posto comune.
- Niente telefono a tavola, per tutti, genitori compresi.
- Prima di scaricare un'app nuova, se ne parla.
- Non si pubblicano foto di altre persone senza chiedere il permesso.
- Non si danno mai indirizzo, scuola, password o foto private a chi si conosce solo online.
- Se qualcosa mette a disagio, se ne parla con un adulto, e nessuno verrà punito per averlo raccontato.
Rivedete le regole ogni qualche mese: crescendo, l'autonomia può aumentare.
La protezione più forte: il dialogo
Nessun filtro è perfetto. Quello che protegge davvero i ragazzi è sapere di poter tornare da un adulto senza paura quando vedono qualcosa di brutto, ricevono un messaggio strano o fanno un errore.
- Chiedi cosa fanno online con la stessa curiosità con cui chiedi com'è andata a scuola.
- Fatti mostrare i video, i giochi e i creator che seguono.
- Racconta anche i tuoi errori online: rende più facile raccontare i propri.
- Parla di cyberbullismo, adescamento e truffe prima che succeda, non dopo.
Domande frequenti
A che età dare il primo smartphone?
Non esiste un'età giusta per tutti. Molti esperti suggeriscono di rimandare lo smartphone personale almeno fino alla fine della scuola primaria, magari iniziando con un telefono semplice per chiamate e messaggi. Conta la maturità del ragazzo e quanto la famiglia è pronta ad accompagnarlo.
Il controllo parentale basta a proteggere mio figlio?
No, è un aiuto importante ma non sostituisce il dialogo. I filtri non bloccano tutto e i ragazzi imparano presto ad aggirarli. La protezione più efficace è un rapporto in cui tuo figlio si senta libero di raccontarti cosa gli succede online, anche quando ha sbagliato.
Devo leggere le chat di mio figlio?
Con i bambini più piccoli è normale supervisionare in modo trasparente. Crescendo, controllare di nascosto rischia di rompere la fiducia. Meglio concordare fin dall'inizio cosa potrai vedere e quando, e privilegiare il dialogo.
Fa parte dei percorsi:🏡 Genitori
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2026.