In breve
- Ogni foto pubblicata contribuisce alla impronta digitale di tuo figlio, che lui non ha scelto.
- Le immagini possono essere copiate, salvate e anche manipolate con l'AI: un profilo privato riduce i rischi ma non li azzera.
- Prima di pubblicare: niente luoghi riconoscibili, divise scolastiche, nudità o momenti imbarazzanti.
- Per le foto dei figli sotto i 14 anni serve in generale il consenso di entrambi i genitori.
- Quando sono abbastanza grandi, chiedi a loro: è il modo migliore per insegnare il rispetto della privacy.
Sharenting è una parola inglese nata dall'unione di share (condividere) e parenting (fare il genitore). Indica l'abitudine di pubblicare online foto, video e racconti dei propri figli. Non c'è nulla di male nel voler condividere la propria gioia: il punto è farlo sapendo cosa succede a quelle immagini una volta online.
I rischi concreti
Un'impronta digitale che non hanno scelto
Molti bambini hanno una presenza online prima ancora di saper parlare. Quelle foto possono restare in rete per anni e raccontare di loro cose che, da grandi, potrebbero non voler far sapere a compagni, amici o futuri datori di lavoro.
Dati e posizione
Nome, data di nascita, scuola, palestra, quartiere: messi insieme, i dettagli sparsi in tante foto permettono di sapere molto su un bambino e sulle sue abitudini. Anche lo sfondo di una foto, una divisa scolastica o un cartello possono rivelare dove si trova.
Usi impropri e AI
Una foto pubblica può essere salvata e riutilizzata da sconosciuti, finire in raccolte di immagini o essere modificata. Oggi con l'intelligenza artificiale è possibile trasformare una foto innocente in un'immagine falsa, anche offensiva. Non si tratta di fare allarmismo, ma di sapere che meno foto pubbliche ci sono, meno materiale è disponibile.
Imbarazzo e consenso
Il bagnetto, il capriccio, il voto brutto: quello che oggi ci fa sorridere, domani potrebbe diventare motivo di prese in giro. E i figli non possono dire di no a qualcosa che non capiscono ancora.
La checklist prima di pubblicare
Prima di premere "Pubblica", fatti queste domande:
- Mio figlio è vestito e in una situazione dignitosa?
- Si vedono indirizzo, scuola, divisa, targa o luoghi che frequenta abitualmente?
- Ho disattivato la posizione e non ho taggato il luogo?
- Sto pubblicando in tempo reale? Meglio aspettare di essere tornati a casa.
- Ci sono altri bambini riconoscibili?
- Tra dieci anni, mio figlio sarebbe contento di vedere questa foto online?
- Ho davvero bisogno di condividerla con tutti, o basta mandarla ai nonni?
Impostazioni privacy e gruppi WhatsApp
- Rendi privato il profilo. Su Instagram, Facebook e TikTok puoi scegliere che i contenuti siano visibili solo ai tuoi contatti o follower approvati.
- Fai pulizia tra i contatti. Chi vede le tue foto? Conosci davvero tutte quelle persone?
- Usa elenchi ristretti. Molti social permettono di condividere storie solo con una lista di "amici stretti".
- Preferisci la condivisione privata. Per i parenti, un album condiviso o una chat di famiglia sono più sicuri di un post pubblico.
Gruppi di classe, feste e foto di altri bambini
Nei gruppi WhatsApp di classe girano spesso foto di recite, gite e compleanni. Ricorda che una foto mandata in un gruppo di decine di persone può essere salvata e inoltrata da chiunque. Qualche regola di buon senso:
- Manda le foto di gruppo solo se servono davvero, e chiedi di non ripubblicarle sui social.
- Non pubblicare mai sui tuoi profili foto in cui si riconoscono figli di altri senza il permesso dei loro genitori.
- Alle feste, puoi proporre una regola semplice: le foto si condividono solo tra i genitori presenti.
Cosa dice la normativa
In Italia l'immagine di una persona è tutelata dalla legge e i dati dei minori meritano una protezione particolare. In generale, le scelte importanti sui figli spettano a entrambi i genitori, anche se separati. Nel 2026 il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito che, per pubblicare sui social foto di figli sotto i 14 anni, serve il consenso preventivo di entrambi i genitori, e che avere un profilo privato non cambia questa regola. Dai 14 anni, la legge italiana riconosce al ragazzo la possibilità di decidere da sé sulla diffusione online delle proprie immagini.
Chiedi il loro parere
Appena tuo figlio è abbastanza grande da capire, chiedigli se è d'accordo prima di pubblicare una sua foto. Mostragliela, spiegagli chi la vedrà e accetta un eventuale no. È un piccolo gesto con un grande valore: insegna che il corpo e l'immagine di ciascuno vanno rispettati, online e fuori. Ed è la stessa regola che vorrai che lui segua quando pubblicherà le foto degli amici.
Domande frequenti
Se il mio profilo è privato posso pubblicare tranquillo?
Un profilo privato riduce molto il numero di persone che vedono le foto, ma non le protegge del tutto: chiunque tra i tuoi contatti può fare uno screenshot e inoltrarlo. Meglio pubblicare comunque solo foto che non ti preoccuperebbe veder girare.
L'altro genitore ha pubblicato foto di nostro figlio senza chiedermelo: cosa posso fare?
Prima prova a parlarne con calma. Per i figli minori le decisioni importanti vanno prese insieme, e il Garante privacy ha ribadito che per pubblicare foto di figli sotto i 14 anni serve il consenso di entrambi i genitori. Se non trovate un accordo, puoi chiedere consiglio a un avvocato o rivolgerti al Garante.
Posso pubblicare la foto della recita di classe?
Le foto di gruppo con altri bambini andrebbero tenute per uso familiare. Se vuoi pubblicarle, servirebbe il consenso dei genitori di tutti i bambini riconoscibili. In alternativa, ritaglia l'immagine in modo che si veda solo tuo figlio.
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Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.