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Linee guida ministeriali e AI Act per la scuola

Linee guida ministeriali, legge italiana, regolamento europeo: le regole sull'AI a scuola sono tante e si sovrappongono. Questa guida le mette in ordine e le traduce in cose concrete da fare, per te e per il tuo istituto.

6 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

Prima di questa guida

Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:

In breve

  • Le Linee guida del MIM (D.M. 166/2025) chiedono a ogni scuola un'introduzione dell'AI progettata, governata e documentata.
  • Sotto i 14 anni l'uso di sistemi di AI richiede l'autorizzazione dei genitori (legge 132/2025).
  • L'AI Act vieta i sistemi che riconoscono le emozioni degli studenti, salvo motivi medici o di sicurezza.
  • Ammissioni, valutazione, orientamento e sorveglianza agli esami sono usi ad alto rischio: obblighi dal 2 dicembre 2027.
  • Chi usa l'AI deve prendere misure per la formazione del personale: è un obbligo già in vigore.

Nella guida sulla privacy a scuola hai visto le regole di base per proteggere i dati degli studenti quando si usa l'AI. Qui allarghiamo lo sguardo alle regole che riguardano l'intelligenza artificiale in quanto tale. Sono tre livelli che si sommano: le Linee guida del Ministero, la legge italiana sull'AI e il regolamento europeo, detto AI Act. Non serve diventare giuristi: serve sapere cosa è vietato, cosa richiede cautele particolari e cosa deve fare la scuola, così da chiedere le cose giuste al momento giusto.

Le Linee guida del Ministero

Con il decreto ministeriale 166 del 9 agosto 2025 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha adottato le Linee guida per l'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, dopo il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali. Il documento è organizzato in quattro parti:

  1. Principi: un'AI al servizio della persona, inclusiva, trasparente ed equa, nel rispetto dei diritti fondamentali.
  2. Requisiti di base: garanzie tecniche, etiche e giuridiche, con la protezione dei dati fin dalla progettazione e attenzioni particolari per i sistemi che profilano o valutano gli studenti.
  3. Framework di implementazione: un percorso che va dalla progettazione all'uso, fino al monitoraggio dei risultati.
  4. Comunicazione e governance: chi coordina, come si documenta, come si informa la comunità scolastica.

Le Linee guida e i materiali collegati sono sulla piattaforma Unica, dove le scuole possono anche consultare i progetti di altri istituti e documentare i propri con una scheda progetto. Al dirigente spetta coordinare introduzione, monitoraggio e valutazione, individuando referenti interni, e curare la formazione del personale. Le Linee guida lasciano molta autonomia sulle scelte didattiche: per questo serve un regolamento d'istituto chiaro.

La legge italiana: under 14 e consenso dei genitori

La legge 132 del 2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, è la legge italiana sull'intelligenza artificiale. Per la scuola il punto più concreto riguarda l'età: chi ha meno di 14 anni può usare sistemi di AI, e cedere i relativi dati personali, solo con l'autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale. Dai 14 anni il ragazzo può dare il consenso da solo, purché le informazioni del servizio siano comprensibili.

La legge non stabilisce come verificare l'età. In pratica, per primaria e secondaria di primo grado la scelta più semplice resta l'uso dell'AI da parte del docente, proiettata alla lavagna. Se la scuola decide di far usare un servizio direttamente agli studenti, deve raccogliere le autorizzazioni e rispettare comunque le età minime fissate dal fornitore nelle condizioni d'uso.

L'AI Act: cosa vieta e cosa considera ad alto rischio

L'AI Act (regolamento europeo 2024/1689) classifica i sistemi di AI in base al rischio. Quando una scuola usa un sistema di AI per i propri scopi diventa un deployer, cioè un "utilizzatore professionale", con obblighi propri.

Il divieto. Dal 2 febbraio 2025 è vietato usare negli istituti di istruzione sistemi che deducono le emozioni delle persone, tranne che per motivi medici o di sicurezza. Telecamere che misurano "l'attenzione" o "la noia" in classe, o software d'esame che leggono lo stato emotivo dal volto, non si possono usare.

L'alto rischio. Sono considerati ad alto rischio i sistemi usati nell'istruzione per:

  • decidere l'accesso o l'ammissione a un istituto o a un percorso, o l'assegnazione degli studenti;
  • valutare i risultati di apprendimento, anche quando orientano il percorso dello studente;
  • stabilire il livello di istruzione adeguato a cui una persona può accedere;
  • sorvegliare e rilevare comportamenti vietati durante le prove d'esame.

Per questi sistemi il deployer deve, tra l'altro, usarli secondo le istruzioni del fornitore, affidare la sorveglianza umana a persone competenti, monitorarne il funzionamento e informare le persone coinvolte. Gli enti pubblici devono inoltre fare una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali prima di usarli.

Un chatbot non è ad alto rischio, ma l'uso può renderlo taleUsare un assistente generalista per preparare una lezione non rientra in queste categorie. Usarlo per assegnare voti o decidere chi accede a un corso potrebbe invece rientrarci. Conta lo scopo per cui lo usi, non lo strumento.

Le date, dopo il Digital Omnibus

L'AI Act si applica per fasi, e nel 2026 alcune scadenze sono cambiate con il cosiddetto Digital Omnibus sull'AI, un pacchetto di semplificazione approvato dal Parlamento europeo a giugno 2026 e definitivamente dal Consiglio il 29 giugno 2026. Il quadro per la scuola:

  • Dal 2 febbraio 2025: divieti, compreso quello sul riconoscimento delle emozioni a scuola, e obblighi di alfabetizzazione sull'AI.
  • Dal 2 agosto 2026: obblighi di trasparenza, per esempio sull'indicazione dei contenuti generati.
  • Dal 2 dicembre 2027: obblighi per i sistemi ad alto rischio come quelli dell'istruzione, inizialmente previsti per il 2 agosto 2026.

Il rinvio non è un liberi tutti: i sistemi che valutano o selezionano studenti trattano dati personali, e per il regolamento europeo sulla protezione dei dati serve già oggi, nei casi a rischio elevato, una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA), cioè un'analisi scritta dei rischi per le persone e delle misure per ridurli.

L'obbligo di alfabetizzazione sull'AI

L'AI Act chiede a chi fornisce o usa sistemi di AI di occuparsi delle competenze delle persone che li usano per suo conto. Con il Digital Omnibus la formula è stata ammorbidita: non si deve più garantire un livello sufficiente di competenza, ma adottare misure per sostenerla. Resta però un obbligo. Per una scuola significa formazione per docenti e personale amministrativo che usano l'AI, proporzionata a come la usano: chi prepara materiali ha bisogno di saper verificare e proteggere i dati; chi usa strumenti di valutazione deve capirne limiti e rischi. Anche le Linee guida del MIM insistono sulla formazione.

Tieni tracciaCorsi seguiti, incontri di dipartimento, materiali condivisi: documentarli serve a dimostrare che la scuola ha preso misure concrete, e aiuta a pianificare la formazione dell'anno dopo.

Cosa fare in pratica: il piano dell'istituto

  1. Mappa gli usi: quali sistemi di AI usa già la scuola, anche dentro piattaforme esistenti (registro, didattica, segreteria), per quali scopi e su quali dati.
  2. Classifica: per ogni uso chiediti se rientra nei divieti, nell'alto rischio o negli usi ordinari. Nel dubbio, coinvolgi l'RPD.
  3. Definisci i ruoli: il dirigente coordina; uno o più referenti per l'AI seguono progetti e formazione; l'RPD valuta gli aspetti di protezione dei dati; il collegio delibera le regole didattiche.
  4. Scrivi il regolamento: strumenti ammessi, età e autorizzazioni, livelli d'uso consentiti nei compiti, dichiarazione d'uso, dati vietati nei prompt, divieti assoluti.
  5. Valuta l'impatto: DPIA per i trattamenti a rischio elevato; per i sistemi ad alto rischio prepara anche la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali in vista del 2027.
  6. Forma e informa: piano di formazione per il personale, informative chiare a famiglie e studenti.
  7. Documenta e rivedi: registra i progetti, anche su Unica, e rivedi il regolamento ogni anno.

Un modello di articolo per il regolamento

Un punto di partenza da discutere in collegio e da verificare con il dirigente e l'RPD:

Art. X – Uso dell'intelligenza artificiale

1. La scuola usa sistemi di AI solo per finalità didattiche
   e organizzative indicate nel piano d'istituto, con strumenti
   approvati dal dirigente sentito l'RPD.
2. Gli studenti con meno di 14 anni usano direttamente servizi
   di AI solo con l'autorizzazione dei genitori e nel rispetto
   delle età minime previste dai fornitori.
3. Nei servizi di AI non si inseriscono dati personali di
   studenti, famiglie e personale, in particolare dati sulla salute.
4. È vietato l'uso di sistemi che deducono le emozioni di
   studenti e personale.
5. Nessuna decisione su valutazione, ammissione o orientamento
   è affidata a un sistema di AI senza controllo umano effettivo.
6. Per ogni compito il docente indica il livello di uso dell'AI
   consentito; lo studente dichiara come l'ha usata.
7. La scuola promuove la formazione del personale sull'AI
   e ne conserva la documentazione.

Domande frequenti

Le Linee guida del MIM sono obbligatorie?

Sono il riferimento ministeriale per l'introduzione dell'AI nelle scuole e vanno lette insieme alle norme che richiamano, come il regolamento europeo sulla protezione dei dati e l'AI Act, che invece sono obbligatori. Ogni scuola decide come introdurre l'AI nella propria autonomia, ma deve farlo nel rispetto di quelle norme.

Un software che sorveglia gli studenti durante una verifica online è vietato?

Non necessariamente. Se si limita a individuare comportamenti non ammessi durante la prova, l'AI Act lo considera un sistema ad alto rischio, con obblighi precisi. Se invece cerca di dedurre le emozioni degli studenti, ricade nel divieto previsto per gli istituti di istruzione.

Il Digital Omnibus ha cancellato gli obblighi dell'AI Act per la scuola?

No. Il pacchetto approvato nel 2026 ha rinviato al 2 dicembre 2027 gli obblighi per i sistemi ad alto rischio come quelli usati per valutare o ammettere studenti, e ha riformulato l'obbligo di formazione. I divieti, compreso quello sul riconoscimento delle emozioni a scuola, restano in vigore dal febbraio 2025.

Parole del glossario:Intelligenza artificialeAI ActPromptChatbot

Fa parte dei percorsi:🍎 Docenti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.