AI e inclusione: strumenti per BES e DSA
L'AI può aiutarti a preparare in pochi minuti un testo ad alta leggibilità, una mappa o una versione bilingue. Ma l'inclusione non è un prompt: è un progetto del consiglio di classe. Questa guida ti mostra come tenere insieme le due cose.
Prima di questa guida
Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:
In breve
- L'AI è utile per adattare materiali: semplificare, schematizzare, tradurre, leggere ad alta voce.
- Gli adattamenti devono essere coerenti con il PDP o il PEI: è il consiglio di classe a decidere, non lo strumento.
- Mai dati di salute nelle chat AI: diagnosi, certificazioni e nomi restano fuori. Descrivi il bisogno, non la persona.
- Uno strumento compensativo deve rendere autonomo lo studente, non sostituirlo: insegnagli a usarlo.
- Ogni testo adattato va controllato da te: semplificare non deve voler dire impoverire o sbagliare.
Nella guida sulla lezione con l'AI hai visto come chiedere versioni diverse dello stesso materiale. Qui facciamo un passo più in là: come usare l'AI dentro un percorso di inclusione vero, che ha delle regole precise, dei documenti di riferimento e dei dati da proteggere con molta attenzione. L'obiettivo è risparmiare tempo sugli adattamenti senza perdere di vista la cosa più importante: lo studente deve diventare più autonomo, non più dipendente.
Il quadro: BES, DSA, PDP e PEI in breve
Prima di parlare di strumenti, conviene rimettere in fila le parole che userai.
- DSA (disturbi specifici dell'apprendimento): dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, riconosciuti dalla legge 170 del 2010. La legge prevede per questi studenti una didattica personalizzata, strumenti compensativi (che aiutano a fare ciò che il disturbo rende difficile, per esempio la sintesi vocale) e misure dispensative (l'esonero da prestazioni non essenziali, come leggere ad alta voce davanti alla classe), comprese le tecnologie informatiche.
- PDP (piano didattico personalizzato): il documento in cui il consiglio di classe, insieme alla famiglia, indica strumenti, misure e criteri di valutazione per lo studente con DSA o con altri bisogni educativi speciali.
- BES (bisogni educativi speciali): la categoria più ampia, che comprende anche svantaggi linguistici, culturali o sociali, per esempio studenti arrivati da poco in Italia.
- PEI (piano educativo individualizzato): il documento per gli studenti con disabilità certificata, redatto dal gruppo di lavoro operativo per l'inclusione (GLO).
Il punto chiave è questo: quali strumenti usare lo decide il piano, non tu da solo e tantomeno l'AI. Se pensi che un assistente AI possa servire a uno studente, ad esempio per ascoltare i testi o costruire mappe, la sede giusta per proporlo è il consiglio di classe o il GLO, così che l'uso sia scritto nel piano e valga anche nelle verifiche.
Cosa può fare l'AI per l'inclusione
Ecco le funzioni in cui un assistente AI dà il meglio, con un'idea di come usarle.
- Semplificare i testi: frasi brevi, un concetto per paragrafo, lessico frequente, parole chiave in evidenza. Utile per DSA, per studenti stranieri e in generale per chi fatica con testi densi.
- Schematizzare: trasformare una lezione in una mappa concettuale in forma di elenco gerarchico, da ricopiare o importare in un programma per mappe.
- Leggere ad alta voce: molti assistenti e quasi tutti i sistemi operativi hanno una funzione di lettura vocale. Non serve un servizio AI per forza: spesso basta la sintesi vocale già presente su computer e tablet.
- Tradurre e affiancare: creare versioni bilingui di consegne e glossari per chi sta imparando l'italiano, mantenendo l'italiano accanto alla traduzione.
- Preparare esercizi graduati: stessa abilità, difficoltà crescente, con esempi svolti.
- Riformulare le consegne: una consegna lunga diventa un elenco di passaggi numerati, uno per riga.
Prompt pronti per adattare i materiali
Questi prompt descrivono il bisogno didattico, mai lo studente. Copiali e cambia solo le parti tra parentesi quadre.
Testo ad alta leggibilità
Riscrivi il testo che segue in versione ad alta leggibilità per studenti di [classe e ordine di scuola]. Regole: frasi di massimo 15 parole, un concetto per paragrafo, niente frasi passive o doppie negazioni, parole chiave in grassetto. Non togliere i concetti essenziali: [elenca 3-4 concetti]. Alla fine aggiungi un glossario di 5 parole difficili con definizioni semplici. Segnala con [VERIFICA] ogni punto in cui hai dovuto semplificare in modo che potrebbe diventare impreciso. [incolla il testo]
Mappa concettuale
Trasforma questo testo in una mappa concettuale in forma di elenco: un concetto centrale, massimo 5 rami, massimo 3 sotto-punti per ramo, ogni voce lunga al massimo 6 parole. Indica tra parentesi le parole di collegamento tra i concetti (es. "causa", "si divide in"). [incolla il testo]
Consegna bilingue per studenti non italofoni
Riscrivi questa consegna in italiano semplice (livello A2), poi affianca ogni frase con la traduzione in [lingua]. Mantieni in italiano le parole tecniche della materia e spiegale tra parentesi nella lingua dello studente. [incolla la consegna]
Verifica con le stesse competenze
Ecco una verifica di [materia]. Preparane una versione con: stessi obiettivi e stesse competenze da accertare, consegne spezzate in passaggi numerati, un esempio svolto all'inizio, caratteri e spazi più ampi, meno esercizi ma della stessa difficoltà concettuale. Non cambiare il livello dei contenuti. [incolla la verifica]
Controllare la qualità degli adattamenti
Semplificare è un'arte: il rischio è ottenere un testo più facile ma anche più povero o sbagliato. Prima di consegnare un materiale adattato, passalo in questa checklist.
- I concetti essenziali ci sono tutti, con lo stesso significato della versione originale.
- Le semplificazioni non hanno introdotto errori: i punti [VERIFICA] sono stati controllati uno per uno.
- Il lessico specifico della materia è presente e spiegato, non eliminato.
- La verifica adattata misura le stesse competenze, come previsto dal piano.
- Le traduzioni sono state riviste da qualcuno che conosce la lingua, quando possibile, o almeno controllate rileggendo una seconda traduzione all'indietro in italiano.
- Il formato è coerente con il PDP: font, spaziature, uso di colori, tempi.
Privacy: i dati di salute non entrano mai
Diagnosi, certificazioni, PDP e PEI contengono dati relativi alla salute, che il regolamento europeo sulla protezione dei dati tratta come categoria particolare, con tutele più forti. Inserirli in un servizio AI esterno significa comunicarli a un fornitore senza una base adeguata.
Al posto di "Marco, dislessico, fa fatica con i testi lunghi" scrivi "testo ad alta leggibilità, paragrafi brevi". Ottieni lo stesso risultato senza esporre nessuno. Se lo studente userà un servizio AI in autonomia come strumento compensativo, la scelta dello strumento va fatta dalla scuola con il responsabile della protezione dei dati, tenendo conto delle età minime dei servizi e del consenso dei genitori, che la legge italiana sull'AI richiede sotto i 14 anni.
I rischi da tenere d'occhio
- Dipendenza: se l'AI riassume sempre tutto, lo studente non si allena mai a leggere e a selezionare. Alterna materiali già pronti con attività in cui costruisce lui la mappa, partendo da una traccia.
- Sostituzione invece che compensazione: uno strumento compensativo aiuta a superare un ostacolo; non deve fare il compito al posto dello studente. La sintesi vocale legge, ma la comprensione resta sua.
- Errori invisibili: chi ha più bisogno di un testo semplificato è anche chi ha meno strumenti per accorgersi che contiene un errore. Il tuo controllo qui conta il doppio.
- Etichette: materiali visibilmente "diversi" distribuiti solo ad alcuni possono pesare sulla relazione con i compagni.
- Disparità a casa: non tutte le famiglie hanno dispositivi o abbonamenti. Ciò che è previsto nel piano deve essere accessibile anche a scuola.
Dall'adattamento all'autonomia: un percorso in quattro fasi
L'obiettivo finale di ogni strumento compensativo è che lo studente sappia usarlo da solo, con giudizio. Un percorso possibile, da concordare con il consiglio di classe e la famiglia:
- Tu prepari: fornisci materiali già adattati e osservi cosa funziona.
- Mostri come: fai vedere alla lavagna come chiedi una mappa o una semplificazione, ragionando ad alta voce su cosa controlli.
- Lavorate insieme: lo studente scrive la richiesta con il tuo aiuto e confronta il risultato con il libro.
- Lui usa, tu verifichi: lo studente adatta da solo i materiali con lo strumento previsto dal piano, e tu controlli a campione la qualità.
Domande frequenti
Un assistente AI può essere considerato uno strumento compensativo?
Può svolgere funzioni tipiche degli strumenti compensativi, come la sintesi vocale o la creazione di mappe. Ma l'uso dello strumento, in classe e nelle verifiche, va previsto e descritto nel PDP o nel PEI dal consiglio di classe insieme alla famiglia, e deve rispettare le regole della scuola sui servizi digitali.
Posso caricare il PDP di uno studente in un'AI per farmi suggerire attività?
No. Il PDP contiene dati sulla salute, che sono dati particolarmente protetti. Puoi invece descrivere in modo generico il tipo di bisogno, per esempio 'difficoltà nella lettura di testi lunghi', e chiedere strategie, senza nomi né riferimenti alla diagnosi.
Le versioni semplificate vanno date solo agli studenti con DSA?
Non necessariamente. Molti adattamenti, come paragrafi brevi, parole chiave evidenziate e glossari, aiutano tutta la classe. Offrire più versioni a tutti riduce anche il rischio che uno studente si senta etichettato.
Parole del glossario:Intelligenza artificialeChatbotPrompt
Fa parte dei percorsi:🍎 Docenti
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.