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Privacy sui social: le impostazioni avanzate

Mettere il profilo privato è solo il primo passo. Chi può scriverti, chi può taggarti, chi sa dove sei e quando sei online sono decisioni separate, nascoste in menu diversi. Questa guida te le fa trovare tutte, app per app.

5 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

Prima di questa guida

Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:

In breve

  • Il profilo privato non basta: controlla anche messaggi, commenti, tag e menzioni.
  • La posizione sulle mappe delle app va tenuta spenta o condivisa solo con pochi amici veri.
  • La sincronizzazione dei contatti fa trovare il tuo profilo anche a chi non vuoi.
  • Lo stato online e l'ultimo accesso dicono molto di te: puoi nasconderli.
  • Puoi scaricare i tuoi dati da ogni app per vedere cosa sa di te.

Nella guida base hai visto che l'algoritmo usa tutto quello che fai per decidere cosa mostrarti. Ma le app raccolgono anche altre informazioni, e soprattutto le mostrano ad altre persone: dove sei, quando sei online, con chi sei amico. Qui trovi le impostazioni che fanno davvero la differenza, divise per tema.

Prima di cominciareI nomi dei menu cambiano spesso con gli aggiornamenti e possono essere leggermente diversi sul tuo telefono. Se non trovi una voce, usa la barra di ricerca dentro le impostazioni dell'app: scrivi "privacy", "posizione" o "contatti".

Profilo privato: cosa cambia davvero

Con il profilo privato solo le persone che approvi vedono post, storie e video. Su Instagram e TikTok gli account dei più giovani partono già privati: Instagram, con gli account per teenager, lo fa per chi ha meno di 16 anni, e sotto quell'età serve il permesso di un genitore per renderlo pubblico. TikTok imposta privati di default gli account sotto i 16 anni.

Ma anche con il profilo privato restano visibili a tutti il nome utente, la foto profilo e spesso la bio. Quindi:

  • non mettere nella bio la scuola, la città, l'età o il numero di telefono;
  • scegli una foto profilo che non mostri la divisa della scuola o la via di casa;
  • accetta come follower solo persone che conosci davvero, anche se "sono amici di amici".

Chi può scriverti, commentare e taggarti

Sono impostazioni separate dal profilo privato, e spesso le più utili contro molestie e spam. Ecco cosa cercare:

  • Instagram (Impostazioni e attività): le sezioni "Messaggi", "Commenti" e "Tag e menzioni". Puoi limitare i tag alle persone che segui, approvare manualmente i tag prima che compaiano sul tuo profilo e filtrare i commenti con le "Parole nascoste".
  • TikTok (Impostazioni e privacy, poi Privacy): chi può inviarti messaggi diretti, commentare, menzionarti e fare Duetto o Stitch con i tuoi video. Per gli account sotto i 16 anni i messaggi diretti sono disattivati.
  • Snapchat (Impostazioni, sezione Privacy): la voce che decide chi può contattarti. Tienila su "Amici", non su "Tutti".
  • WhatsApp (Impostazioni, Privacy, Gruppi): scegli chi può aggiungerti ai gruppi. "I miei contatti, eccetto..." evita di finire in gruppi di sconosciuti.
Limita invece di bloccareSu Instagram la funzione "Limita" nasconde i commenti di una persona agli altri e sposta i suoi messaggi tra le richieste, senza che lei se ne accorga. Utile quando bloccare creerebbe tensioni, per esempio con un compagno di classe.

Posizione: le mappe nelle app

Alcune app hanno una mappa che mostra dove si trovano gli amici. La più nota è la Snap Map di Snapchat; Instagram ha introdotto una funzione simile in diversi Paesi, e WhatsApp permette di condividere la posizione in tempo reale in una chat. Il rischio è che qualcuno ricostruisca i tuoi spostamenti: dove abiti, che scuola frequenti, dove vai il pomeriggio.

  1. Su Snapchat apri le impostazioni e cerca la voce sulla posizione. Attiva la Modalità fantasma: la tua posizione non viene mostrata sulla mappa.
  2. Su Instagram, se la mappa è disponibile, controlla con chi condividi la posizione e scegli "Nessuno".
  3. Su WhatsApp usa la posizione in tempo reale solo quando serve, con persone di fiducia, e interrompila appena arrivi.
  4. Dalle impostazioni del telefono controlla quali app hanno accesso alla posizione e scegli "Mai" o "Solo mentre usi l'app".
Anche le foto parlanoUna storia pubblicata davanti a scuola, il tag di un luogo o la vista dalla finestra di casa rivelano dove sei, anche con la posizione spenta. Meglio pubblicare i luoghi quando te ne sei già andato.

Rubrica, suggerimenti e stato online

Quando concedi a un'app l'accesso alla rubrica (sincronizzazione dei contatti), l'app carica i numeri dei tuoi contatti sui suoi server. Così ti suggerisce chi seguire, ma suggerisce anche te a chiunque abbia il tuo numero: l'ex compagno, il vicino, un adulto conosciuto una volta.

  • Disattiva la sincronizzazione dei contatti nelle impostazioni dell'app (su Instagram è nel Centro gestione account) e nega l'accesso alla rubrica dalle impostazioni del telefono.
  • Su TikTok disattiva l'opzione che suggerisce il tuo account ad altri.
  • Nascondi lo stato di attività, cioè il pallino verde o la scritta "attivo ora", su Instagram e TikTok.
  • Su WhatsApp, in Privacy, scegli chi vede l'ultimo accesso e quando sei online. Ricorda: se lo nascondi tu, non lo vedi neanche degli altri.

Dati per la pubblicità e per l'AI

Le leggi europee (il Digital Services Act, la legge UE sui servizi digitali) vietano alle grandi piattaforme di mostrare ai minorenni pubblicità basata sulla profilazione, cioè sul profilo dei tuoi interessi costruito osservando quello che fai. Vedrai comunque pubblicità, ma meno "su misura". Se hai già 18 anni, nelle impostazioni trovi una sezione dedicata alle preferenze pubblicitarie, dove puoi vedere e limitare gli interessi che ti sono stati attribuiti.

C'è poi l'addestramento dell'AI: alcune aziende usano post, foto e commenti pubblici per migliorare i propri modelli. Meta, per esempio, ha iniziato a farlo in Europa nel 2025 con i contenuti pubblici degli adulti, e ha dichiarato di escludere quelli dei minorenni. Le regole cambiano spesso: cerca nelle impostazioni privacy di ogni app voci come "AI" o "intelligenza artificiale" e leggi cosa prevedono.

Scarica i tuoi dati e guarda cosa sanno

Le leggi europee sulla privacy (il GDPR) ti danno il diritto di avere una copia dei tuoi dati. Ogni app ha una funzione per scaricarli: su Instagram si chiama "Scarica le tue informazioni" ed è nel Centro gestione account, su TikTok "Scarica i tuoi dati", su Snapchat "I miei dati", su WhatsApp "Richiedi info account". Di solito ricevi un file dopo qualche ora o qualche giorno.

Aprilo con calma: troverai ricerche, accessi, interessi pubblicitari, a volte posizioni. È il modo più concreto per capire quanto ti conosce un'app, e per decidere cosa cambiare.

Il controllo da fare ogni tre mesi

  • Profilo privato attivo e bio senza scuola, età, città o numero.
  • Messaggi, commenti, tag e menzioni limitati a chi conosci.
  • Posizione spenta sulle mappe delle app e permessi del telefono ricontrollati.
  • Sincronizzazione contatti disattivata, stato online nascosto.
  • Follower ripuliti: togli chi non conosci davvero.
  • Sessioni attive controllate: esci dai dispositivi che non riconosci.

Domande frequenti

Se il mio profilo è privato, i miei post sono al sicuro?

Sono più protetti, ma non al sicuro del tutto. Chi ti segue può fare screenshot e girarli a chiunque. Il nome, la foto profilo e spesso la bio restano visibili a tutti. La regola resta: non pubblicare niente che non vorresti vedere girare fuori dalla tua cerchia.

Perché mi suggeriscono come amici persone che non conosco?

Le app usano i contatti della rubrica, gli amici in comune, i gruppi e a volte la posizione per suggerire profili. Se hai sincronizzato i contatti, anche tu vieni suggerito a chi ha il tuo numero. Puoi disattivare la sincronizzazione e l'opzione che suggerisce il tuo account ad altri.

Le app usano i miei post per addestrare l'intelligenza artificiale?

Dipende dall'app e dalle sue regole, che cambiano spesso. Meta, per esempio, dal 2025 usa i contenuti pubblici degli utenti adulti europei per la sua AI e ha dichiarato di escludere i dati degli utenti minorenni. Controlla la sezione privacy di ogni app e, se trovi un'opzione per opporti, valuta di usarla.

Parole del glossario:AlgoritmoIntelligenza artificialeDigital Services ActAddestramentoGDPR

Fa parte dei percorsi:🎒 Studenti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.