Sextortion e immagini intime: come intervenire
Un messaggio, una minaccia, una richiesta di soldi o di altre foto. La sextortion fa leva sulla vergogna e sulla fretta. La risposta giusta è l'opposto: calma, nessun giudizio e un piano preciso. Questa guida te lo dà.
Prima di questa guida
Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:
In breve
- La sextortion è un ricatto con immagini intime, vere o false create con l'AI: la colpa è sempre di chi ricatta.
- Le quattro regole: non pagare, non rispondere, non cancellare l'account subito, non giudicare.
- Le immagini intime di un minore non vanno mai salvate, copiate, inoltrate o mostrate, nemmeno come prova.
- Si segnala alla Polizia Postale descrivendo dove si trovano le immagini; per ascolto ci sono il 114 e il 19696.
- Take It Down aiuta a bloccare la diffusione di immagini di quando si era minorenni, senza caricarle.
Nella guida sull'adescamento online abbiamo visto che il ricatto con le immagini è spesso l'ultima fase di una manipolazione lenta. Ma la sextortion può anche arrivare all'improvviso, nel giro di poche ore, e oggi può partire perfino da una foto innocente trasformata con l'intelligenza artificiale. Questa guida è pensata per il momento più difficile: quando succede davvero.
Cos'è la sextortion
Sextortion unisce le parole inglesi sex e extortion (estorsione): è il ricatto di chi minaccia di diffondere immagini o video intimi di una persona per ottenere soldi, altre immagini o altro. Può colpire chiunque, ma tra i ragazzi è un fenomeno che le forze di polizia segnalano con particolare attenzione, e riguarda anche molti maschi adolescenti.
Le forme più frequenti sono tre:
- Il ricatto dopo uno scambio: un profilo che sembra un coetaneo attraente propone uno scambio di foto. Appena arriva la prima immagine, cambia tono e chiede soldi, di solito con grande urgenza.
- Il ricatto dopo un adescamento: un adulto ha costruito fiducia per settimane, ha ottenuto immagini e ora le usa per ottenerne altre o per imporre un incontro.
- Il ricatto con immagini false: chi ricatta prende foto normali dai profili social (una foto in costume, un selfie) e con app di intelligenza artificiale crea immagini di nudo false ma realistiche. Il ragazzo non ha mai mandato nulla, eppure viene minacciato.
Come si sviluppa un ricatto
Conoscere lo schema aiuta a riconoscerlo e a spiegarlo ai figli in modo concreto:
- L'aggancio: un messaggio su social, chat di gioco o app di incontri, spesso da un profilo appena creato con foto rubate.
- L'escalation rapida: complimenti, confidenza, poi la proposta di spostarsi su un'altra app e di scambiare foto.
- La minaccia: "Ho la tua foto e la lista dei tuoi follower. Se non paghi la mando a tutti". Spesso arriva un collage con la foto e i nomi di amici e parenti.
- Il conto alla rovescia: scadenze di pochi minuti, richieste di ricariche, carte regalo o criptovalute. La fretta serve a impedire di chiedere aiuto.
Spiega a tuo figlio che proprio questa fretta è il segnale più chiaro: chi ha davvero buone intenzioni non mette mai un conto alla rovescia.
Come reagire se succede a tuo figlio
Se tuo figlio viene da te, ha già fatto la cosa più difficile. Le prime parole che sente da te contano moltissimo. Prima ancora delle istruzioni pratiche, digli che non è colpa sua, che hai capito e che ora affrontate la cosa insieme.
Poi le quattro regole fondamentali:
- Non pagare. Pagare non chiude la storia: chi ricatta capisce che la vittima paga e di solito chiede ancora.
- Non rispondere più. Nessuna trattativa, nessuna supplica, nessuna minaccia di ritorno. Interrompere il dialogo toglie al ricattatore il suo strumento principale.
- Non cancellare subito l'account o la chat. Lì ci sono le tracce che servono alle indagini: nome del profilo, messaggi, richieste di pagamento. Prima si raccolgono le informazioni, poi si blocca e si segnala.
- Non giudicare. Rimproveri e punizioni, come togliere il telefono, insegnano solo a non raccontare la prossima volta. Il momento per parlare di cosa è successo verrà dopo, con calma.
Osserva anche come sta tuo figlio nelle ore e nei giorni successivi. La sextortion può causare angoscia molto forte. Se lo vedi disperato, chiuso o se dice frasi che ti preoccupano, non lasciarlo solo e chiedi subito aiuto: in caso di pericolo immediato chiama il 112.
Le prove: cosa salvare e cosa non toccare mai
Qui c'è un punto delicatissimo che molti genitori, in buona fede, sbagliano.
Cosa invece puoi e devi raccogliere:
- Screenshot delle minacce e delle richieste, facendo attenzione che non compaiano le immagini intime.
- Il nome utente e il link del profilo del ricattatore, e il nome della piattaforma.
- Data e ora dei messaggi principali.
- Eventuali dati di pagamento richiesti: numeri di conto, codici di carte regalo, indirizzi di portafogli di criptovalute.
- Una breve cronologia scritta di cosa è successo, finché il ricordo è fresco.
Promemoria per la segnalazione Data in cui è iniziato il contatto: ... Piattaforma/e usate: ... Nome utente e link del profilo: ... Cosa ha chiesto (soldi, foto, incontro): ... Dati di pagamento indicati: ... Dove si trovano le immagini (app, chat): ... Le immagini sono state diffuse? Dove? ...
A chi rivolgersi
- Polizia Postale: puoi segnalare tramite il portale online del Commissariato di P.S. oppure andare in un qualsiasi ufficio di Polizia o dei Carabinieri. Portali il promemoria con le informazioni raccolte.
- Emergenze: se c'è un pericolo immediato per tuo figlio, chiama il 112.
- Ascolto e consiglio: il 114 Emergenza Infanzia, attivo 24 ore su 24, e Telefono Azzurro al 19696, linea gratuita. Possono chiamare anche i ragazzi da soli.
- La piattaforma: dopo aver raccolto le informazioni, segnala il profilo usando la voce dedicata a nudità, sfruttamento o ricatto, poi bloccalo.
Gli strumenti per fermare la diffusione
Esistono servizi internazionali che aiutano a impedire che le immagini girino sulle piattaforme che aderiscono. Funzionano con un'idea comune, l'hash: un'impronta digitale numerica calcolata sul tuo dispositivo. L'immagine non viene caricata né vista da nessuno: viene inviata solo l'impronta, e le piattaforme aderenti la usano per riconoscere e bloccare le copie identiche.
- Take It Down: gestito dal NCMEC, il centro statunitense per i minori scomparsi e sfruttati. È pensato per immagini e video intimi realizzati quando la persona aveva meno di 18 anni, anche se non si sa ancora se siano stati diffusi. Il sito è disponibile anche in italiano.
- StopNCII: servizio analogo per le immagini intime di adulti condivise senza consenso.
Limiti da conoscere: funzionano solo sulle piattaforme che hanno aderito (l'elenco è sul sito di ciascun servizio), non coprono le chat crittografate e un'immagine modificata può avere un'impronta diversa. Sono un aiuto in più, non un sostituto della segnalazione alla Polizia Postale. Il calcolo dell'impronta lo fa tuo figlio sul suo dispositivo: tu non devi vedere né maneggiare le immagini.
Cosa dice la legge in Italia
Chi ricatta commette un reato, e diversi altri possono aggiungersi a seconda del caso:
- La diffusione di immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati, senza il consenso delle persone ritratte, è punita dall'articolo 612-ter del codice penale, il cosiddetto revenge porn, introdotto nel 2019.
- La legge 132 del 2025 sull'intelligenza artificiale ha introdotto l'articolo 612-quater, che punisce chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l'AI, capaci di ingannare e che causano un danno ingiusto.
- Quando le immagini riguardano minorenni, entrano in gioco anche le norme molto severe sulla pornografia minorile.
Prevenzione: tre conversazioni da fare prima
- La regola della fretta: chi chiede foto o soldi con un conto alla rovescia è un truffatore.
- Le foto false esistono: anche se non hai mai mandato nulla, qualcuno potrebbe inventare un'immagine. Non è colpa tua e si può fermare.
- La porta aperta: qualunque cosa succeda, puoi dirmelo e non perderai il telefono.
Rinforza anche le impostazioni: profili privati, messaggi solo da persone conosciute, poche foto pubbliche. Meno immagini pubbliche ci sono, meno materiale ha a disposizione chi vuole crearne di false.
Domande frequenti
Se paghiamo, il ricattatore sparisce?
Quasi mai. Chi paga dimostra di essere disposto a farlo, e spesso le richieste aumentano. Pagare non garantisce che le immagini vengano cancellate. Meglio interrompere i contatti e rivolgersi subito alla Polizia Postale.
Le immagini sono false, create con l'AI: è comunque un reato?
Sì. Il ricatto è di per sé un reato, e in Italia la legge 132 del 2025 ha introdotto un reato specifico per chi diffonde senza consenso immagini o video falsificati con l'intelligenza artificiale che causano un danno ingiusto. Si segnala alla Polizia Postale esattamente come per le immagini vere.
Posso fare uno screenshot della foto intima di mio figlio da portare alla polizia?
No. Le immagini intime di un minore non vanno salvate, copiate, inoltrate o mostrate a nessuno, nemmeno per buone intenzioni. Fai invece screenshot delle minacce e delle conversazioni senza le immagini, annota il nome del profilo e la piattaforma, e descrivi alla polizia dove si trovano le foto.
Parole del glossario:Adescamento onlineIntelligenza artificiale
Fa parte dei percorsi:🏡 Genitori
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.