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Cyberbullismo: come riconoscerlo e cosa fare

Insulti in chat, foto pubblicate per prendere in giro, esclusioni dai gruppi. Il cyberbullismo fa male davvero, ma non sei senza difese: ci sono passi concreti da fare e persone pronte ad aiutarti.

4 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

In breve

  • Il cyberbullismo è ripetuto e intenzionale: non è uno scherzo e non è colpa di chi lo subisce.
  • Prima di tutto salva le prove: screenshot con data, nome del profilo e link.
  • Chi ha almeno 14 anni, o un genitore, può chiedere al sito o al social di rimuovere i contenuti; se non succede nulla, ci si rivolge al Garante privacy.
  • Anche chi guarda può fare la differenza: non condividere, sostieni la vittima, avvisa un adulto.
  • Per aiuto: Telefono Azzurro 19696, il 114 Emergenza Infanzia e la Polizia Postale.

Il cyberbullismo è il bullismo che passa dallo schermo: offese, minacce, prese in giro, foto o video diffusi per umiliare qualcuno. A differenza del bullismo "di persona", non finisce quando suona la campanella: arriva a casa, di sera, sul telefono. E un contenuto condiviso può essere visto da tantissime persone in pochi minuti.

Come riconoscerlo

Una lite o una battuta di cattivo gusto non sono per forza cyberbullismo. Si parla di cyberbullismo quando gli attacchi sono ripetuti, voluti e c'è uno squilibrio: chi li subisce fa fatica a difendersi. Le forme più comuni:

  • Insulti e minacce in chat, nei commenti o nei messaggi privati.
  • Esclusione: venire tolti apposta dai gruppi della classe o della squadra.
  • Foto, video o meme pubblicati per ridicolizzare qualcuno.
  • Profili falsi creati a nome di un'altra persona.
  • Diffusione di immagini private o di segreti confidati.

Per genitori e docenti, alcuni segnali possono essere un campanello d'allarme: un ragazzo che diventa nervoso quando arriva una notifica, che evita la scuola o le uscite, che smette all'improvviso di usare il telefono o, al contrario, non riesce a staccarsene.

Se sei tu a subirlo

La prima cosa da sapere: non è colpa tua. Nessuno merita di essere trattato così. Ecco cosa fare:

  1. Non rispondere. Chi attacca cerca una reazione. Rispondere con rabbia rischia di peggiorare le cose.
  2. Salva le prove. Fai screenshot di messaggi, commenti e post, con la data e il nome del profilo. Copia anche i link. Conservali in una cartella e mandali a un adulto di fiducia.
  3. Blocca e segnala. Dopo aver salvato le prove, blocca chi ti attacca e usa il tasto "Segnala" del social o dell'app: tutte le grandi piattaforme hanno una procedura per il bullismo e le molestie.
  4. Parlane con qualcuno. Un genitore, un insegnante, il referente per il cyberbullismo della tua scuola, un amico. Tenersi tutto dentro è la cosa più pesante.
Non sei soloPuoi chiamare gratis Telefono Azzurro al 19696, dove ti ascoltano persone preparate, oppure il 114 Emergenza Infanzia, attivo 24 ore su 24. Sul sito di Telefono Azzurro c'è anche una chat.

Se sei testimone, genitore o docente

Se assisti

Chi guarda ha un potere enorme. Un like, una risata o una condivisione fanno crescere l'attacco. Invece puoi:

  • Non condividere e non mettere like ai contenuti offensivi.
  • Scrivere in privato alla vittima: "Ho visto, mi dispiace, sono con te".
  • Segnalare il contenuto alla piattaforma.
  • Avvisare un adulto, anche senza dire chi sei.

Se sei genitore

Ascolta senza giudicare e senza togliere subito il telefono: molti ragazzi non parlano proprio per paura di perderlo. Ringrazia tuo figlio per avertelo detto, aiutalo a salvare le prove e contatta la scuola. Evita di affrontare da solo il bullo o la sua famiglia sui social: rischi di peggiorare la situazione.

Se sei docente

Ogni scuola ha un referente per il bullismo e il cyberbullismo e deve seguire procedure precise. Il dirigente scolastico, quando viene a conoscenza di episodi che coinvolgono i propri studenti, informa le famiglie e avvia iniziative educative; nei casi più gravi coinvolge le autorità competenti.

Cosa dice la legge in Italia

La Legge 71/2017 è nata per contrastare il cyberbullismo. Nel 2024 la Legge 70/2024 l'ha aggiornata estendendola anche al bullismo "dal vivo" e rafforzando il ruolo delle scuole, che devono adottare un proprio codice interno contro questi fenomeni. Ecco gli strumenti più utili:

  1. Richiesta di rimozione al sito o al social. Chi ha almeno 14 anni, oppure un genitore, può chiedere al gestore di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti offensivi. Il gestore deve comunicare entro 24 ore di aver preso in carico la richiesta e provvedere entro 48 ore.
  2. Segnalazione al Garante privacy. Se il gestore non risponde nei tempi, o non si riesce a capire chi sia, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, che deve intervenire entro 48 ore. Sul sito del Garante trovi il modulo apposito, nella sezione dedicata al cyberbullismo.
  3. Ammonimento del Questore. Se non c'è stata una querela, per alcuni comportamenti gravi commessi online da un minore si può chiedere al Questore di convocarlo insieme a un genitore per un ammonimento formale. È un richiamo, non una condanna, e i suoi effetti cessano con la maggiore età.
Nei casi gravi, denunciaMinacce, ricatti, diffusione di foto intime o profili falsi possono essere reati. Rivolgiti alla Polizia Postale, anche tramite il portale online del Commissariato di PS, o a qualsiasi ufficio di Polizia o dei Carabinieri. In caso di pericolo immediato chiama il 112.

Prevenire, insieme

Il cyberbullismo si combatte prima di tutto con il rispetto e con la fiducia. Qualche abitudine che aiuta:

  • Tenere i profili privati e accettare solo persone che si conoscono davvero.
  • Pensarci due volte prima di pubblicare foto di altri: chiedere sempre il permesso.
  • Parlare in famiglia e in classe di cosa succede online, non solo quando c'è un problema.
  • Ricordare che dietro ogni profilo c'è una persona vera, con sentimenti veri.

Se qualcosa ti fa stare male, raccontalo. Chiedere aiuto non è fare la spia: è il primo passo per far finire tutto.

Domande frequenti

Se blocco il cyberbullo perdo le prove?

Potresti non vedere più alcuni messaggi, quindi prima di bloccare fai gli screenshot di tutto: messaggi, commenti, profilo e link. Dopo aver salvato le prove, bloccare e segnalare è la scelta giusta.

Un ragazzo può chiedere da solo la rimozione dei contenuti?

Sì. In base alla Legge 71/2017, chi ha almeno 14 anni può chiedere da solo al gestore del sito o del social l'oscuramento o la rimozione dei contenuti che lo riguardano. Per i più piccoli lo fa un genitore. È sempre meglio, però, farsi accompagnare da un adulto di fiducia.

Il cyberbullismo è un reato?

Non esiste un unico reato chiamato cyberbullismo, ma molti comportamenti che ne fanno parte lo sono: per esempio diffamazione, minacce, atti persecutori, diffusione di immagini private. Per capire come procedere puoi rivolgerti alla Polizia Postale o a un avvocato.

Fa parte dei percorsi:🎒 Studenti🏡 Genitori🍎 Docenti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.