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SocialLivello Avanzato

Costruire il tuo portfolio digitale

Prima o poi qualcuno cercherà il tuo nome online: una scuola, un'università, un'azienda per uno stage, un club sportivo. Puoi lasciare che trovi quello che capita, oppure costruire tu cosa trova. Questa guida ti spiega come.

6 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

Prima di questa guida

Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:

In breve

  • La tua reputazione online è quello che trova chi cerca il tuo nome: controllala almeno due volte l'anno.
  • Tieni separati il profilo personale, privato, e quello pubblico, curato.
  • Un portfolio mostra progetti concreti con il tuo ruolo e il processo, non solo il risultato.
  • Pubblica solo ciò su cui hai i diritti e con il consenso delle persone che compaiono.
  • LinkedIn richiede almeno 16 anni; e un profilo pubblico non deve mai rivelare indirizzo, telefono o spostamenti.

Nelle guide precedenti hai imparato a proteggere la privacy sui social e a creare contenuti originali con l'AI in modo onesto. Ora metti insieme le due cose: costruisci uno spazio pubblico, curato e sicuro, che racconti cosa sai fare. Non è vanità: è la differenza tra essere trovati per una foto di una festa o per il progetto di cui vai fiero.

Reputazione online: cosa vede chi ti cerca

La reputazione online è l'immagine di te che si forma chi ti cerca su internet: risultati dei motori di ricerca, profili social pubblici, foto in cui sei taggato, commenti, classifiche sportive, articoli del giornalino scolastico. Si forma anche se non fai nulla, con quello che pubblicano gli altri.

Chi può cercarti? Scuole e università per borse di studio o programmi, aziende per uno stage o un lavoretto estivo, associazioni, ma anche persone che hai appena conosciuto. Nessuno si aspetta un profilo perfetto: si cercano soprattutto segnali negativi (insulti, contenuti offensivi, foto imbarazzanti) e, se ci sono, segnali positivi (progetti, passioni, impegno).

Cercare se stessi online

  1. Apri una finestra di navigazione in incognito, così i risultati non sono influenzati dal tuo account.
  2. Cerca il tuo nome e cognome tra virgolette, poi aggiungi la città, la scuola, lo sport che pratichi.
  3. Passa alla sezione Immagini e guarda le prime pagine.
  4. Cerca i tuoi nomi utente: spesso collegano profili che pensavi separati.
  5. Annota cosa trovi e dividilo in tre gruppi: ok, da sistemare, da rimuovere.

Per sistemare: cancella o archivia i tuoi vecchi post, chiedi agli amici di togliere foto in cui non vuoi comparire, rimuovi i tag. Per i contenuti su siti altrui, scrivi al gestore. Google prevede anche una procedura con cui i minorenni, o i loro genitori, possono chiedere di togliere dai risultati di ricerca le immagini che li ritraggono: la trovi nel centro assistenza di Google. Ricorda però che togliere un risultato dalla ricerca non cancella il contenuto dal sito.

Fallo diventare un'abitudineRipeti la ricerca almeno due volte l'anno, per esempio all'inizio della scuola e prima dell'estate. Puoi anche impostare un avviso automatico sul tuo nome con i servizi di notifica dei motori di ricerca.

Profili personali e profilo pubblico

La strategia più semplice è dividere la tua presenza online in due:

  • Profili personali: privati, per amici e famiglia, con un nome utente che non contiene nome e cognome completi. Qui sei libero di essere te stesso, sapendo comunque che uno screenshot può uscire.
  • Profilo pubblico: con nome e cognome, pensato per essere trovato. Contiene solo cose che mostreresti a un professore o a un selezionatore: progetti, passioni, risultati.

Usa per il profilo pubblico un'email dedicata, semplice e seria (nome.cognome, senza soprannomi), diversa da quella che usi per giochi e iscrizioni varie. E proteggila con una password unica e la verifica in due passaggi.

Creare il portfolio: sito, profili, progetti

Un portfolio digitale è una raccolta online dei tuoi lavori migliori. Puoi costruirlo in tre modi, anche combinati:

  • Un sito semplice: con un costruttore gratuito di siti, come Google Sites, o con piattaforme di blog, crei poche pagine: chi sono, progetti, contatti. Se programmi, puoi pubblicare il sito e il codice su GitHub.
  • Profili tematici: piattaforme dedicate a chi disegna, fotografa, fa musica, video o programma. Scegline una sola, quella più adatta a ciò che fai.
  • Un documento curato: anche una presentazione o un PDF ben fatto, condiviso con un link, può essere un portfolio.

Per ogni progetto, usa sempre la stessa scheda:

Titolo del progetto
Quando e in che contesto: [classe, corso, concorso, progetto personale]
Obiettivo: [cosa volevi ottenere]
Il mio ruolo: [cosa ho fatto io, soprattutto nei lavori di gruppo]
Strumenti: [programmi, materiali, uso dell'AI e per cosa]
Processo: [2-3 passaggi, con una bozza o un'immagine intermedia]
Risultato e cosa ho imparato: [2 righe]
Pochi ma buoniTre o quattro progetti raccontati bene valgono più di venti lavori buttati lì. Aggiorna il portfolio quando finisci qualcosa di cui sei soddisfatto, e togli i lavori più vecchi e deboli.

Cosa pubblicare e cosa no

  • Sì: progetti scolastici e personali, certificazioni linguistiche o informatiche, volontariato, sport, concorsi, competenze con esempi concreti.
  • Sì: una foto profilo chiara e neutra e una breve presentazione scritta da te.
  • No: indirizzo di casa, numero di telefono, data di nascita completa, orari e luoghi abituali.
  • No: voti e pagelle con dati personali, documenti d'identità, divise o loghi della scuola che ti rendono localizzabile ogni giorno.
  • No: giudizi negativi su insegnanti, compagni o datori di lavoro.

Permessi e diritto d'autore

Quello che pubblichi nel portfolio deve essere tuo o usato con permesso:

  • Persone: per pubblicare foto o video in cui compaiono altri serve il loro consenso, e per i minorenni quello dei genitori. Nel dubbio, inquadra solo il lavoro o oscura i volti.
  • Lavori di gruppo: cita i compagni e descrivi chiaramente la tua parte. Chiedi il loro ok prima di pubblicare.
  • Materiali di altri: musica, immagini, font e video hanno un autore. Usa materiali con licenze libere, come le licenze Creative Commons (licenze con cui gli autori permettono certi usi a condizioni precise), rispettando le condizioni indicate e citando l'autore.
  • AI: dichiara come l'hai usata, come hai visto nella guida sui contenuti originali.
  • Lavori scolastici: se usi materiali forniti dalla scuola o da un concorso, chiedi al docente se puoi pubblicarli.

LinkedIn per studenti e sicurezza

LinkedIn, il social network professionale, nel suo contratto d'uso richiede un'età minima di 16 anni. Dai 16 anni può essere utile per raccogliere esperienze di formazione scuola-lavoro (gli ex PCTO), stage, volontariato e certificazioni, e per seguire aziende e università che ti interessano. Per costruire il profilo, segui la guida dedicata a LinkedIn: vale anche per te, con meno esperienze e più progetti.

Un profilo pubblico attira anche persone con cattive intenzioni. Le regole di sicurezza:

  • Diffida di offerte di lavoro o collaborazioni troppo belle, soprattutto se chiedono soldi, documenti o di spostarsi su chat private.
  • Non mandare mai documenti d'identità o dati bancari a chi ti contatta per primo.
  • Se qualcuno ti scrive in modo strano o insistente, blocca, segnala e parlane con un adulto di fiducia.
  • Controlla periodicamente le impostazioni di visibilità: cosa vede chi non è collegato con te.

Il piano in un pomeriggio

Non serve fare tutto subito. Questo è un percorso realistico da completare in qualche ora, magari in due volte:

  • Cerco il mio nome in incognito e faccio la lista "ok, da sistemare, da rimuovere".
  • Metto in privato i profili personali e controllo bio, foto profilo e tag.
  • Creo un'email dedicata al profilo pubblico, con password unica e verifica in due passaggi.
  • Scelgo tre progetti e compilo per ognuno la scheda del progetto.
  • Chiedo il permesso a chi compare nelle foto e ai compagni dei lavori di gruppo.
  • Pubblico il portfolio su un sito semplice o su una piattaforma tematica.
  • Faccio leggere il risultato a un adulto di fiducia o a un docente prima di condividerlo.
  • Mi segno in calendario la prossima revisione tra sei mesi.

Domande frequenti

Non ho niente di importante da mostrare: ha senso fare un portfolio?

Sì. Un portfolio di uno studente non deve contenere premi o grandi esperienze: bastano tre o quattro lavori fatti bene, anche scolastici, raccontati con il tuo ruolo e cosa hai imparato. Conta di più la cura con cui li presenti che la loro grandezza.

Devo usare nome e cognome veri?

Per il profilo pubblico e il portfolio sì, perché devono essere trovati da chi cerca te. Proprio per questo devono contenere solo informazioni che sei pronto a far vedere a tutti. Per i profili personali puoi usare un nome utente che non ti renda facile da trovare.

Posso inserire nel portfolio un lavoro fatto con l'AI?

Sì, se dichiari come l'hai usata e se il contributo principale è tuo: idea, scelte, revisione. Descrivi il processo: è proprio quella la parte che interessa a chi guarda.

Parole del glossario:Intelligenza artificialeImpronta digitaleAutenticazione a due fattori

Fa parte dei percorsi:🎒 Studenti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.