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Il profilo LinkedIn che funziona

Su LinkedIn il tuo profilo lavora per te anche quando dormi: è la prima cosa che guarda un cliente, un recruiter o un possibile socio. Bastano un paio d'ore fatte bene per trasformarlo da curriculum dimenticato a biglietto da visita.

4 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

In breve

  • Foto chiara e headline che dice cosa fai e per chi: sono le prime cose che si vedono.
  • Nelle esperienze racconta risultati, non solo mansioni.
  • Personalizza l'URL del profilo e controlla le impostazioni di privacy e visibilità.
  • Pubblicare con costanza, anche poco, conta più di un post perfetto ogni tanto.
  • Diffida dei finti recruiter: nessuna offerta seria chiede soldi o dati bancari.

LinkedIn non è un curriculum online da compilare una volta e dimenticare. È il posto dove chi lavora con te, o potrebbe farlo, va a controllare chi sei e cosa sai fare. Un profilo curato non deve essere perfetto: deve essere chiaro, aggiornato e credibile.

La prima impressione: foto, copertina, headline

  • Foto: il tuo volto ben illuminato, sfondo semplice, espressione naturale. Niente foto di gruppo, occhiali da sole o loghi.
  • Immagine di copertina: lo spazio orizzontale dietro la foto. Usalo per dire qualcosa di te: il tuo lavoro in azione, il nome della tua attività, un messaggio breve.
  • Headline: la riga sotto il nome, la più importante del profilo. Compare ovunque: nelle ricerche, nei commenti, nei messaggi.

Una buona headline dice cosa fai, per chi e con quale risultato. Confronta:

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Informazioni ed esperienze: racconta risultati

La sezione Informazioni è la tua presentazione. Scrivila in prima persona, come parleresti a un cliente al primo incontro. Una struttura semplice:

1. Chi sei e cosa fai, in due righe.
2. Per chi lavori e quali problemi risolvi.
3. Due o tre risultati concreti o esempi di lavori.
4. Come contattarti.

Nelle esperienze non elencare solo le mansioni: racconta cosa hai ottenuto. "Gestione clienti" non dice niente; "Seguito 40 clienti, ridotto i tempi di risposta da 3 giorni a 1" racconta molto di più. Usa numeri solo se sono veri e verificabili.

Fatti aiutare dall'AI, poi rileggiPuoi chiedere a un assistente AI di proporti tre versioni della headline o di riordinare le esperienze. Ma rileggi e correggi: deve suonare come te, e i fatti li conosci solo tu.

I dettagli che contano

  1. Competenze: scegli quelle davvero centrali per il tuo lavoro e metti le più importanti in cima. Meglio poche e pertinenti che cinquanta a caso.
  2. URL personalizzato: dal tuo profilo, nella sezione dedicata al profilo pubblico e all'URL, puoi sostituire i numeri casuali con il tuo nome. Più facile da mettere su biglietti da visita e firme email.
  3. Raccomandazioni: chiedile a due o tre persone con cui hai lavorato davvero, spiegando su cosa vorresti che si concentrassero. E scrivine tu per altri: è un gesto che viene ricambiato.
  4. Privacy e visibilità: nelle impostazioni controlla cosa vede chi non è collegato con te, se gli altri sanno quando visiti il loro profilo e se i tuoi dati possono essere usati per l'AI generativa di LinkedIn.

Pubblicare con costanza

Non serve diventare influencer. Un post a settimana, o anche ogni due, basta per farti ricordare. Qualche idea:

  • un errore comune dei tuoi clienti e come evitarlo;
  • un progetto finito: il problema, cosa hai fatto, il risultato;
  • una domanda che ti fanno spesso, con la risposta;
  • una cosa che hai imparato questo mese;
  • un ringraziamento a un collega o a un cliente (con il suo permesso).

Prima di pubblicare chiediti: "Questo post è utile o interessante per chi voglio raggiungere?" Se la risposta è sì, sei sulla strada giusta. Scrivi frasi brevi, vai a capo spesso e chiudi con una domanda. Anche commentare bene i post degli altri è un modo efficace per farti conoscere.

Errori comuni

  • Profilo fermo a tre lavori fa.
  • Richieste di collegamento a sconosciuti senza un messaggio.
  • Messaggi di vendita inviati appena qualcuno accetta il collegamento.
  • Frasi vuote come "dinamico, proattivo, orientato al risultato".
  • Post copiati o scritti interamente dall'AI senza metterci nulla di tuo.

Sicurezza: finti recruiter e truffe di lavoro

Campanelli d'allarmeOfferte con stipendi altissimi per poco lavoro, fretta di spostare la conversazione su WhatsApp o Telegram, richieste di pagare per corsi o materiali, di scaricare programmi per il colloquio o di fornire dati bancari e documenti prima di un vero colloquio.
  • Verifica il profilo: da quanto esiste, quanti collegamenti ha, se l'azienda esiste davvero e ha una pagina con dipendenti reali. Il badge di verifica aiuta, ma non è una garanzia assoluta.
  • Controlla i contatti: l'email di un recruiter dovrebbe corrispondere al dominio dell'azienda, non a un indirizzo generico.
  • Resta su LinkedIn finché non sei sicuro con chi stai parlando, e segnala i profili sospetti.
  • Attiva la verifica in due passaggi nelle impostazioni di accesso e sicurezza: un account rubato può essere usato per truffare i tuoi contatti.

Domande frequenti

Devo avere LinkedIn Premium?

No. Tutto quello che serve per un buon profilo, dalle foto alle esperienze ai post, è disponibile gratis. Premium può essere utile in fasi specifiche, per esempio durante una ricerca di lavoro intensa, ma non è necessario per partire.

Come segnalo che cerco lavoro senza farlo sapere al mio capo?

LinkedIn permette di segnalare che sei disponibile a nuove opportunità scegliendo chi può vederlo: tutti, con una cornice sulla foto, oppure solo i recruiter. La seconda opzione è più discreta, ma LinkedIn stesso avverte che non può garantire la riservatezza al cento per cento.

LinkedIn usa i miei dati per l'intelligenza artificiale?

Dal novembre 2025 LinkedIn usa anche dati di profilo e contenuti pubblici degli utenti europei per addestrare i suoi modelli di AI generativa, salvo opposizione. Puoi disattivare l'opzione nelle impostazioni, nella sezione dedicata alla privacy dei dati. La disattivazione vale per il futuro.

Fa parte dei percorsi:💼 Professionisti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.