In breve
- Foto chiara e headline che dice cosa fai e per chi: sono le prime cose che si vedono.
- Nelle esperienze racconta risultati, non solo mansioni.
- Personalizza l'URL del profilo e controlla le impostazioni di privacy e visibilità.
- Pubblicare con costanza, anche poco, conta più di un post perfetto ogni tanto.
- Diffida dei finti recruiter: nessuna offerta seria chiede soldi o dati bancari.
LinkedIn non è un curriculum online da compilare una volta e dimenticare. È il posto dove chi lavora con te, o potrebbe farlo, va a controllare chi sei e cosa sai fare. Un profilo curato non deve essere perfetto: deve essere chiaro, aggiornato e credibile.
La prima impressione: foto, copertina, headline
- Foto: il tuo volto ben illuminato, sfondo semplice, espressione naturale. Niente foto di gruppo, occhiali da sole o loghi.
- Immagine di copertina: lo spazio orizzontale dietro la foto. Usalo per dire qualcosa di te: il tuo lavoro in azione, il nome della tua attività, un messaggio breve.
- Headline: la riga sotto il nome, la più importante del profilo. Compare ovunque: nelle ricerche, nei commenti, nei messaggi.
Una buona headline dice cosa fai, per chi e con quale risultato. Confronta:
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Informazioni ed esperienze: racconta risultati
La sezione Informazioni è la tua presentazione. Scrivila in prima persona, come parleresti a un cliente al primo incontro. Una struttura semplice:
1. Chi sei e cosa fai, in due righe. 2. Per chi lavori e quali problemi risolvi. 3. Due o tre risultati concreti o esempi di lavori. 4. Come contattarti.
Nelle esperienze non elencare solo le mansioni: racconta cosa hai ottenuto. "Gestione clienti" non dice niente; "Seguito 40 clienti, ridotto i tempi di risposta da 3 giorni a 1" racconta molto di più. Usa numeri solo se sono veri e verificabili.
I dettagli che contano
- Competenze: scegli quelle davvero centrali per il tuo lavoro e metti le più importanti in cima. Meglio poche e pertinenti che cinquanta a caso.
- URL personalizzato: dal tuo profilo, nella sezione dedicata al profilo pubblico e all'URL, puoi sostituire i numeri casuali con il tuo nome. Più facile da mettere su biglietti da visita e firme email.
- Raccomandazioni: chiedile a due o tre persone con cui hai lavorato davvero, spiegando su cosa vorresti che si concentrassero. E scrivine tu per altri: è un gesto che viene ricambiato.
- Privacy e visibilità: nelle impostazioni controlla cosa vede chi non è collegato con te, se gli altri sanno quando visiti il loro profilo e se i tuoi dati possono essere usati per l'AI generativa di LinkedIn.
Pubblicare con costanza
Non serve diventare influencer. Un post a settimana, o anche ogni due, basta per farti ricordare. Qualche idea:
- un errore comune dei tuoi clienti e come evitarlo;
- un progetto finito: il problema, cosa hai fatto, il risultato;
- una domanda che ti fanno spesso, con la risposta;
- una cosa che hai imparato questo mese;
- un ringraziamento a un collega o a un cliente (con il suo permesso).
Prima di pubblicare chiediti: "Questo post è utile o interessante per chi voglio raggiungere?" Se la risposta è sì, sei sulla strada giusta. Scrivi frasi brevi, vai a capo spesso e chiudi con una domanda. Anche commentare bene i post degli altri è un modo efficace per farti conoscere.
Errori comuni
- Profilo fermo a tre lavori fa.
- Richieste di collegamento a sconosciuti senza un messaggio.
- Messaggi di vendita inviati appena qualcuno accetta il collegamento.
- Frasi vuote come "dinamico, proattivo, orientato al risultato".
- Post copiati o scritti interamente dall'AI senza metterci nulla di tuo.
Sicurezza: finti recruiter e truffe di lavoro
- Verifica il profilo: da quanto esiste, quanti collegamenti ha, se l'azienda esiste davvero e ha una pagina con dipendenti reali. Il badge di verifica aiuta, ma non è una garanzia assoluta.
- Controlla i contatti: l'email di un recruiter dovrebbe corrispondere al dominio dell'azienda, non a un indirizzo generico.
- Resta su LinkedIn finché non sei sicuro con chi stai parlando, e segnala i profili sospetti.
- Attiva la verifica in due passaggi nelle impostazioni di accesso e sicurezza: un account rubato può essere usato per truffare i tuoi contatti.
Domande frequenti
Devo avere LinkedIn Premium?
No. Tutto quello che serve per un buon profilo, dalle foto alle esperienze ai post, è disponibile gratis. Premium può essere utile in fasi specifiche, per esempio durante una ricerca di lavoro intensa, ma non è necessario per partire.
Come segnalo che cerco lavoro senza farlo sapere al mio capo?
LinkedIn permette di segnalare che sei disponibile a nuove opportunità scegliendo chi può vederlo: tutti, con una cornice sulla foto, oppure solo i recruiter. La seconda opzione è più discreta, ma LinkedIn stesso avverte che non può garantire la riservatezza al cento per cento.
LinkedIn usa i miei dati per l'intelligenza artificiale?
Dal novembre 2025 LinkedIn usa anche dati di profilo e contenuti pubblici degli utenti europei per addestrare i suoi modelli di AI generativa, salvo opposizione. Puoi disattivare l'opzione nelle impostazioni, nella sezione dedicata alla privacy dei dati. La disattivazione vale per il futuro.
Fa parte dei percorsi:💼 Professionisti
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.