Gestire un caso di cyberbullismo in classe
Quando uno studente ti racconta di essere preso di mira online, le prime ore contano. Questa guida ti dà un protocollo chiaro, gli obblighi della scuola previsti dalla legge e un modello di scheda per non dimenticare nulla.
Prima di questa guida
Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:
In breve
- Prima la persona: ascolta la vittima, mettila al sicuro, non promettere un segreto che non puoi mantenere.
- Non gestire da solo: coinvolgi subito il referente e il dirigente, che informa le famiglie.
- Raccogli i fatti in modo oggettivo e documentato, senza interrogatori né perquisizioni di telefoni.
- Ogni scuola deve avere codice interno, referente e tavolo permanente di monitoraggio (legge 70/2024).
- Dopo l'emergenza, lavora sulla classe: chi guarda è parte del problema e della soluzione.
Nella guida base sul cyberbullismo trovi cosa fare quando lo si subisce o lo si vede. Qui ti mettiamo nei panni del docente che riceve la segnalazione e deve muoversi bene: con tempestività, senza peggiorare le cose, rispettando le procedure della scuola e i diritti di tutti i minori coinvolti, anche di chi ha sbagliato. Il protocollo che segue è un modello generale: la tua scuola ne ha uno proprio, nel codice interno, ed è quello che fa fede.
Cosa prevede la legge per la scuola
La legge 71 del 2017 sul cyberbullismo è stata modificata dalla legge 70 del 2024, che ha esteso le misure anche al bullismo e ha rafforzato il ruolo delle scuole. In sintesi, ogni istituto deve avere:
- un docente referente per il bullismo e il cyberbullismo, che coordina le iniziative;
- un codice interno per la prevenzione e il contrasto, collegato al regolamento d'istituto;
- un tavolo permanente di monitoraggio, con rappresentanti di studenti, docenti e famiglie ed esperti;
- un servizio di sostegno psicologico e di ascolto, anche in rete con altre scuole o con i servizi del territorio.
Con una nota del gennaio 2025 il Ministero ha definito referente, codice interno e tavolo "adempimenti urgenti e indifferibili". Le Linee di orientamento ministeriali del 2021 suggeriscono inoltre di costituire un team antibullismo e un team per l'emergenza, che affiancano il referente nei casi concreti.
Quando il dirigente viene a conoscenza di episodi che coinvolgono i propri studenti, la legge gli chiede di informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti, salvo che il fatto costituisca reato, e di promuovere iniziative educative, anche con percorsi di mediazione che coinvolgano la classe. Nei casi più gravi, se le condotte si ripetono o se le iniziative educative non funzionano, riferisce alle autorità competenti.
Le prime ore: accogliere la vittima
Lo studente che ti parla ha superato un ostacolo enorme. Come reagisci adesso decide se si fiderà ancora.
- Trova un luogo riservato e un momento senza fretta. Mai davanti alla classe.
- Ascolta senza giudicare e senza minimizzare: niente "sono ragazzate" o "non dargli peso".
- Ringrazia per averne parlato e ripeti che non è colpa sua.
- Non promettere il segreto: spiega che per aiutarlo dovrai coinvolgere poche persone di fiducia, e quali.
- Valuta il pericolo immediato: minacce di violenza, pensieri di farsi del male, immagini intime in circolazione richiedono un intervento subito, attivando il dirigente e, se serve, il 112.
- Aiuta a conservare le prove: screenshot con data, nome del profilo e link, salvati dallo studente o dalla famiglia.
Raccogliere le informazioni
Dopo l'accoglienza, il referente o il team raccolgono gli elementi per capire la situazione. Qualche regola per farlo bene:
- Fatti, non interpretazioni: chi, cosa, quando, dove (quale app, quale gruppo), chi ha visto.
- Colloqui separati con vittima, presunti autori e testimoni, mai confronti diretti a caldo.
- Niente perquisizioni: non sequestrare o controllare i telefoni degli studenti; guarda solo ciò che ti viene mostrato volontariamente.
- Riservatezza: le informazioni restano tra le persone che devono conoscerle, e si scrivono su canali istituzionali, non in chat.
- Scrivi subito: annota il colloquio lo stesso giorno, con le parole usate dallo studente.
Lo scopo non è un processo, ma capire se si tratta di un conflitto occasionale o di comportamenti ripetuti, intenzionali, con uno squilibrio di forza: sono queste le caratteristiche che distinguono il bullismo da un litigio.
Chi coinvolgere e quando
- Referente e dirigente: lo stesso giorno della segnalazione. Sono loro ad attivare il protocollo.
- Famiglie: le informa il dirigente, sia quella della vittima sia quelle dei presunti autori, con colloqui separati.
- Consiglio di classe: viene informato per ciò che serve a coordinare l'intervento educativo e l'osservazione in aula.
- Supporto psicologico: lo sportello d'ascolto della scuola o i servizi del territorio, per la vittima e, se serve, per gli autori.
- Autorità: nei casi gravi o ripetuti, o quando i fatti possono costituire reato, il dirigente si rivolge alla Polizia Postale o alle forze dell'ordine. Per i reati perseguibili d'ufficio il personale scolastico ha l'obbligo di denuncia.
Interventi educativi sulla classe
Il cyberbullismo vive grazie al pubblico: like, condivisioni, silenzi. Per questo, una volta messa al sicuro la vittima, l'intervento più importante è sulla classe, senza esporre i singoli.
- Non parlare del caso specifico davanti a tutti: lavora sul tema in generale, con esempi inventati.
- Lavora sui testimoni: cosa può fare chi vede? Discutete alternative concrete al silenzio e al like.
- Riprendi le regole della classe sulla comunicazione online e scrivetele insieme, se non ci sono.
- Usa la scrittura e il ruolo: lettere anonime "a chi ha guardato", giochi di ruolo su situazioni simili.
- Osserva nel tempo: con i colleghi, controlla nelle settimane successive esclusioni, battute, cambi di posto.
Giustizia riparativa e mediazione
La sanzione disciplinare, quando prevista dal regolamento, da sola raramente cambia i comportamenti. Le pratiche riparative puntano invece a far comprendere il danno e a ripararlo: chi ha sbagliato ascolta le conseguenze delle proprie azioni e si impegna in un gesto concreto. La legge 70/2024 cita esplicitamente i percorsi di mediazione scolastica e, fuori dalla scuola, prevede che il tribunale per i minorenni possa disporre progetti con finalità rieducative e riparative.
Errori da evitare
- Minimizzare o rinviare: "vediamo se si risolve da sé".
- Gestire tutto da soli, senza referente e dirigente.
- Affrontare i presunti autori in pubblico o chiedere scuse immediate davanti alla classe.
- Spostare la vittima di posto o di classe come prima soluzione: rischia di sembrare una punizione.
- Farsi inoltrare foto o video sul proprio telefono personale.
- Parlare del caso in chat con colleghi o genitori.
- Chiudere il caso senza un controllo nelle settimane successive.
Modello di scheda di segnalazione
Una traccia da adattare al modulo previsto dal codice interno della tua scuola. Si compila su supporto istituzionale e si consegna al referente.
SCHEDA DI PRIMA SEGNALAZIONE – BULLISMO / CYBERBULLISMO (riservata – da consegnare al referente) Data e ora della segnalazione: ... Docente che riceve la segnalazione: ... Chi segnala: [ ] vittima [ ] compagno [ ] genitore [ ] docente [ ] altro Studenti coinvolti (classe): vittima ... / presunti autori ... Testimoni indicati: ... Descrizione dei fatti (con le parole di chi segnala): ... Quando: dal ... al ... [ ] episodio singolo [ ] ripetuto Dove: [ ] a scuola [ ] online – app / gruppo / profilo: ... Prove disponibili: [ ] screenshot [ ] link [ ] messaggi [ ] altro Conservate da: ... Rischio immediato: [ ] no [ ] sì – quale: ... Immagini intime di minori: [ ] no [ ] sì (NON acquisire il materiale) Azioni già fatte: ... Trasmessa a referente il ... ore ... Dirigente informato il ... Firma del docente: ...
Dopo la prima segnalazione, il referente apre un fascicolo del caso con il verbale dei colloqui, le decisioni prese, chi le attua e le date di verifica. Quel documento serve a dimostrare che la scuola ha agito, e soprattutto a non perdere il filo.
Domande frequenti
Devo avvisare io i genitori dello studente coinvolto?
Di norma no. La legge affida al dirigente scolastico il compito di informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti, salvo che il fatto costituisca reato. Tu segnali subito al referente e al dirigente, seguendo il protocollo della tua scuola.
Posso chiedere a uno studente di mostrarmi il telefono per vedere i messaggi?
Puoi guardare ciò che lo studente sceglie di mostrarti, ma non devi pretendere di controllare il suo telefono né quello dei presunti autori. Aiuta la vittima a salvare le prove con screenshot e lascia gli accertamenti più delicati alle figure previste o alle autorità.
Quando un caso va portato alle autorità?
La legge prevede che il dirigente riferisca alle autorità competenti nei casi più gravi, se le condotte si ripetono o se le iniziative educative non hanno funzionato. Se i fatti possono costituire un reato perseguibile d'ufficio, come la diffusione di immagini intime di minori, scatta l'obbligo di denuncia: il dirigente valuta senza ritardo con le forze dell'ordine.
Parole del glossario:Cyberbullismo
Fa parte dei percorsi:🍎 Docenti
Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.