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I tuoi diritti digitali: GDPR e DSA spiegati ai ragazzi

Le app sanno molto di te. Ma la legge europea ti dà strumenti concreti per sapere cosa, farlo cancellare, portarlo altrove e contestare le decisioni delle piattaforme. Non servono avvocati: servono una richiesta scritta bene e un po' di costanza.

6 min di letturaAggiornata il Gratis, senza registrazione

Prima di questa guida

Per seguirla al meglio ti consigliamo di leggere:

In breve

  • Il GDPR ti dà il diritto di sapere quali dati hanno su di te, correggerli, farli cancellare, portarli altrove e opporti a certi usi.
  • In Italia dai 14 anni puoi dare da solo il consenso per usare i servizi online; sotto serve un genitore.
  • L'azienda deve risponderti di norma entro un mese, e la richiesta è gratuita.
  • Il DSA ti permette di segnalare contenuti illegali, ricevere spiegazioni e contestare le decisioni delle piattaforme.
  • Le piattaforme non possono mostrare pubblicità profilata a chi sanno essere minorenne. Se non ti rispondono, puoi rivolgerti al Garante.

Nelle guide precedenti hai sistemato le impostazioni privacy e imparato a riconoscere la manipolazione. Ma le impostazioni sono decise dalle app. I diritti, invece, sono scritti nella legge e valgono anche se l'app non te li mette in un menu comodo. Due regolamenti europei sono i tuoi alleati: il GDPR, sulla protezione dei dati personali, e il DSA, sui servizi digitali.

Il GDPR: i tuoi diritti sui dati

Il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati, del 2016) vale in tutta l'Unione europea. Un dato personale è qualsiasi informazione che riguarda te: nome, foto, voce, posizione, messaggi, like, ma anche quello che l'app ha dedotto sui tuoi gusti. Chi decide come usarli si chiama titolare del trattamento: per un social è l'azienda che lo gestisce.

  • Accesso (articolo 15): sapere se hanno dati su di te, quali, per cosa li usano, a chi li danno e per quanto li tengono, e averne una copia.
  • Rettifica (articolo 16): far correggere dati sbagliati.
  • Cancellazione, detta anche diritto all'oblio (articolo 17): far cancellare i dati, per esempio se ritiri il consenso o se non servono più. La legge cita esplicitamente i dati raccolti quando eri minorenne per un servizio online.
  • Portabilità (articolo 20): ricevere i dati che hai fornito in un formato leggibile da un computer, per conservarli o portarli su un altro servizio.
  • Opposizione (articolo 21): opporti a certi usi dei tuoi dati, in particolare al marketing diretto, cioè la pubblicità mirata a te: in quel caso l'azienda deve smettere.
Tempi e costiL'azienda deve rispondere senza ritardo e di norma entro un mese. Può prorogare di altri due mesi nei casi complessi, ma deve dirtelo entro il primo mese spiegando perché. Le richieste sono gratuite, salvo casi di richieste palesemente infondate o eccessive.

Il consenso digitale a 14 anni

Il GDPR permette a ogni Paese di scegliere l'età del consenso digitale tra 13 e 16 anni. L'Italia ha scelto 14 anni (articolo 2-quinquies del Codice privacy). Significa che, per i servizi online che si basano sul consenso:

  • dai 14 anni puoi dare tu il consenso al trattamento dei tuoi dati;
  • sotto i 14 anni serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale;
  • l'azienda deve spiegarti come usa i dati con un linguaggio chiaro e comprensibile per un minorenne.

Attenzione: il consenso digitale è una cosa, l'età minima scelta da ogni app nelle sue condizioni d'uso è un'altra. Molti social chiedono 13 anni, altri servizi di più. Valgono entrambe le regole.

Come esercitare i diritti, passo per passo

  1. Prova gli strumenti interni: quasi tutte le app hanno una funzione per scaricare i tuoi dati e una per cancellare l'account, nelle impostazioni su privacy o account. Spesso bastano.
  2. Trova il contatto privacy: nell'informativa privacy (la pagina che spiega come usano i dati) cerca il modulo per le richieste o l'indirizzo email del responsabile della protezione dei dati.
  3. Scrivi una richiesta chiara: chi sei, come ti identificano (nome utente, email dell'account), cosa chiedi, citando l'articolo del GDPR.
  4. Conserva tutto: data di invio, copia del messaggio, risposte ricevute.
  5. Rispondi alle verifiche: l'azienda può chiederti di dimostrare che l'account è tuo. È normale, ma non mandare documenti tramite link sospetti.

Due modelli da adattare:

Oggetto: Richiesta di accesso ai dati personali (art. 15 GDPR)

Buongiorno,
sono [nome e cognome], titolare dell'account [nome utente / email].
Ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento (UE) 2016/679 chiedo:
- conferma che trattate miei dati personali e una copia degli stessi;
- le finalità del trattamento e le categorie di dati;
- i destinatari a cui sono stati comunicati;
- il periodo di conservazione;
- se i dati sono usati per profilazione o decisioni automatizzate.
Attendo riscontro entro i termini previsti dall'articolo 12.
Grazie,
[nome], [data]
Oggetto: Richiesta di cancellazione dei dati (art. 17 GDPR)

Buongiorno,
sono [nome e cognome], titolare dell'account [nome utente / email].
Ritiro il consenso al trattamento e chiedo, ai sensi dell'articolo 17
del Regolamento (UE) 2016/679, la cancellazione di tutti i miei dati
personali, compresi [foto / post / dati specifici].
Vi chiedo di confermarmi per iscritto l'avvenuta cancellazione.
Grazie,
[nome], [data]

Il DSA: segnalare e contestare

Il DSA (Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali) si applica a tutte le piattaforme dal febbraio 2024 e fissa regole su come gestiscono i contenuti. Per te significa:

  • Segnalare contenuti illegali con un sistema facile da trovare nell'app (di solito "Segnala" dai tre puntini).
  • Sapere perché: se la piattaforma rimuove un tuo post, limita il tuo account o lo sospende, deve darti una motivazione.
  • Contestare: puoi presentare un reclamo interno contro le decisioni sulle tue segnalazioni o sui tuoi contenuti, gratuitamente, per almeno sei mesi dalla decisione.
  • Rivolgerti a un organismo esterno per la risoluzione delle controversie, se il reclamo interno non ti soddisfa.
  • Scegliere il feed: le piattaforme molto grandi devono offrire almeno un'opzione di contenuti consigliati non basata sulla profilazione.
Segnala beneIndica il link preciso del contenuto, spiega quale regola o legge viola secondo te e salva uno screenshot con data. Una segnalazione precisa ha molte più possibilità di essere accolta.

Niente pubblicità profilata ai minori

L'articolo 28 del DSA stabilisce che le piattaforme online non possono mostrare pubblicità basata sulla profilazione (cioè costruita sui tuoi dati e comportamenti) quando sanno con ragionevole certezza che l'utente è minorenne. Inoltre devono adottare misure adeguate per la privacy, la sicurezza e la protezione dei minori.

In pratica: se hai indicato la tua vera età, gli annunci che vedi non dovrebbero essere scelti in base ai tuoi interessi. Puoi ancora vedere pubblicità generiche e contenuti sponsorizzati dagli influencer, che vanno comunque riconosciuti come tali. Per questo è importante non mentire sull'età quando ti iscrivi: è la condizione perché le protezioni funzionino.

Se non ti rispondono: Garante e AGCOM

Se un'azienda ignora una richiesta GDPR o ti risponde in modo insoddisfacente, puoi presentare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, l'autorità italiana per la privacy. Il reclamo è gratuito: sul sito del Garante trovi il modello da compilare e le modalità di invio (posta certificata, raccomandata o consegna a mano), con i documenti da allegare. Descrivi i fatti, allega la tua richiesta e le eventuali risposte.

Per le violazioni del DSA, l'autorità italiana è l'AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), il Coordinatore dei servizi digitali per l'Italia, che riceve i reclami degli utenti e li inoltra all'autorità del Paese in cui ha sede la piattaforma quando serve.

Cyberbullismo: c'è una strada più rapidaSe sei vittima di cyberbullismo, dai 14 anni puoi chiedere tu stesso al gestore del sito o del social di oscurare o rimuovere i contenuti. Se non interviene entro 48 ore, puoi rivolgerti al Garante con il modulo dedicato sul suo sito. Ne parla la guida sul cyberbullismo.

Checklist dei tuoi diritti

  • Ho scaricato i miei dati da almeno un'app per vedere cosa sa di me.
  • Ho indicato la mia vera età nelle app che uso.
  • So dove trovare l'informativa privacy e il contatto per le richieste.
  • Ho salvato i due modelli di richiesta (accesso e cancellazione).
  • So segnalare un contenuto e contestare una decisione della piattaforma.
  • So che, se non mi rispondono, posso rivolgermi al Garante o all'AGCOM.

Domande frequenti

Devo avere 18 anni per esercitare i diritti del GDPR?

La legge non fissa un'età minima per chiedere l'accesso o la cancellazione dei propri dati. Per i servizi online, in Italia, dai 14 anni puoi dare il consenso da solo, ed è ragionevole che tu possa anche gestire da solo le richieste sui tuoi dati. Se sei più piccolo, o se l'azienda fa difficoltà, fatti aiutare da un genitore.

Se cancello l'account, i miei dati spariscono subito?

Non sempre. Molte app tengono i dati per un periodo prima di cancellarli definitivamente, e alcune informazioni possono essere conservate più a lungo per obblighi di legge. Per avere certezza puoi inviare una richiesta di cancellazione esplicita e chiedere conferma scritta.

Il diritto all'oblio cancella una notizia da internet?

Non esattamente. Puoi chiedere a un motore di ricerca di non mostrare un risultato quando si cerca il tuo nome, o a un sito di rimuovere un contenuto, se ci sono i motivi previsti dalla legge. La valutazione bilancia la tua privacy con l'interesse pubblico all'informazione.

Parole del glossario:GDPRDigital Services ActCyberbullismo

Fa parte dei percorsi:🎒 Studenti

Questa guida è gratuita e libera: puoi leggerla, usarla in classe e condividerla con chi vuoi. Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026.